la politica lungimirante del ministro Moratti!
23 gennaio 2006 by: Liborio Butera
Quello che accade in Italia a volte, ha del tragicomico. A Milano come in altre realtà produttive del Paese, c’è una fortissima richiesta di personale diplomato specializzato. Le scuole, però, a causa delle s
carse iscrizioni non riescono a soddisfare la richiesta delle aziende. Le maggiori specializzazioni che interessano il mondo del lavoro, sono i diplomati in ragioneria, informatica e discipline tecniche. Figure formate all’interno degli istituti tecnici e professionali che stranamente hanno come nemico principale, niente po po di meno che lo stesso Ministero dell’istruzione. Infatti, le scarse iscrizioni e frequenza, è causata dalla tanto odiata riforma Moratti, guarda caso candidata proprio per la poltrona di sindaco a Milano, che prevede la licealizzazione di queste fondamentali tipologie di scuola. Le famiglie e gli stessi ragazzi, in un momento di assoluto caos, propendono per i percorsi liceali già esistenti, pregiudicandosi, forse, il futuro e prenotandosi l’iscrizione per uno dei 3000 corsi universitari. Com’è arcinoto, i titoli spendibili nel mondo del lavoro sono *solo* quelli rilasciati da un percorso scolastico svolto in un istituto che, oltre alle discipline teoriche, comprende delle ore di laboratorio. In questo caso gli studenti sperimentano sul campo quelle che sono i dettami della scienza e della tecnica. A prevedere questo importante segmento didattico sono gli istituti tecnici e professionali, quelli che fino ad aggi hanno contribuito a preparare personale tecnico molto preparato e tanto richiesto dal mondo del lavoro. Nonostante ciò, non riesco a capire se la Moratti, abbia voluto di proposito penalizzarli o se è stata solo ignoranza materia o politica, certo è, che ha gettato nel panico migliaia d’insegnanti, scuole, famiglie e studenti! Il colpo di “genio” però, rimane quello di azzerare, nella riforma, proprio i percorsi di studio che formano proprio le uniche figure che, subito dopo aver conseguito il titolo di studio, riescono ad inserirsi senza difficoltà nel mondo del lavoro; il che dimostra con quale competenza hanno lavorato i saggi autori del testo di riforma.



