la morte dei piccoli centri abitati
Dalla rivoluzione industriale fino ad arrivare ai nostri giorni abbiamo assistito allo spostamento di masse dai paesi verso le città. Il motivo principale è sempre stato quello della ricerca del lavoro. Con il
passare degli anni i piccoli centri si sono sempre di più svuotati, con la conseguente crescita delle città. Il processo sembra irreversibile. Nel tempo ha visto interi paesi, un tempo popolati, diventare centri fantasma o abitati solo da persone anziane. Il fenomeno si è manifestato con maggior frequenza al sud, ma anche il nord o profondo nord non n’è rimasto immune. Leggendo il giornale di oggi, sono stato colpito da due vicende molto simili ma che riguardano due aree opposte del nostro meraviglioso Paese: la Sicilia e il Piemonte. I due centri abitati che rischiano di “morire”, anche se per motivi diversi, sono: Comitini nell’agrigentino e Quittengo nell’Alta Valle Cervo in provincia di Biella. Il sindaco del paesino siciliano pur di salvarlo da una fine ingloriosa, è disposto ad affittare gratis le abitazioni rimaste vuote purché i locatari risiedano in Comitini. Ma non si limita solo in questo, addirittura sta ristrutturando le abitazioni del centro storico in modo tale da dotarle di confort moderni. Il bando d’affitto avvantaggerà i nuclei familiari più numerosi e chi vorrà intraprendere un’attività commerciale.
Il piccolo centro montano piemontese nonché luogo di villeggiatura, è costituito per di più da seconde case, si ripopola solo nei mesi estivi e per il resto dell’anno rimane quasi deserto. Per popolarlo, il Consiglio Comunale ha votato un provvedimento che offre ai proprietari, l’abbattimento
dell’ICI (all’uno per mille) se decideranno di cedere in locazione le proprie abitazioni. Il tutto per incentivarne l’affitto verso chi vuole abitare a Quittengo ma non riesce a trovare abitazioni disponibili. Dei due provvedimenti, è sicuramente più vantaggioso quello isolano, ma per chi ama la montagna, la Valle Cervo rappresenta un meraviglioso luogo ricco di natura e privo d’inquinamento. Io nel mio piccolo, per combattere lo “spopolamento” del mio Paese natale, avevo proposto agli amministratori locali di creare il “Paese Albergo” una sorta di albergo dislocato su tutta l’area urbana e che avrebbe garantito: turismo, lavoro, ricchezza, e paese abitato non solo nel periodo estivo, dunque attività commerciali che non erano costrette a chiudere a causa dell’assenza di clientela. Gli amministratori (politici) hanno deciso però, di proseguire verso un’altra direzione con le conseguenze che sono facili da immaginare.
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