Finalmente, dopo più di quattro anni di battaglie e sensibilizzazione, la Cgil si è schierata in nostro favore approvando il seguente Odg:

Il Comitato Direttivo Nazionale della FLC Cgil con un ordine del giorno ribadisce il ruolo dei docenti tecnico-pratici, la loro appartenenza alla funzione docente e il diritto ad una pari dignità con il resto del corpo docente

Nel corso della sua prima seduta comitato direttivo nazionale della FLC Cgil ha assunto un ordine del giorno sui laboratori e sui docenti tecnico-pratici la cui assunzione era originariamente prevista nel corso del 1° Congresso nazionale, ma che per una serie di disguidi non era potuta avvenire.

L’ Ordine del giorno sui laboratori e sui docenti tecnico-pratici

Nel corso di questi anni abbiamo assistito ad un pesante attacco agli insegnamenti tecnici e professionali. Contrariamente alle necessità di un paese industrialmente avanzato che richiede una elevata e diffusa educazione tecnologica e al di là delle proclamazioni tutte propagandistiche su sapere e saper fare, le scelte improntate ad una concezione pregiudiziale tutta astratta e teorica del sapere hanno prima ipotizzato un sistema di forte separazione tra sapere e saper fare, poi hanno impedito che le progressive modifiche di queste scelte si risolvessero in una logica ed equilibrata relazione tra discipline tecnologiche, scientifiche e umanistiche.

La restaurazione di una corretta relazione tra sapere e saper fare costituisce un’imprescindibile necessità per la ridefinizione di un sistema scolastico all’altezza dei tempi e della società in cui viviamo. Questa scelta costituisce un elemento di metodo e di merito ineludibile.

Di metodo in quanto tutti i saperi tecnologici e scientifici, ma anche umanistici, economici e, naturalmente, artistici devono tradursi in abilità e competenze e quindi, in definitiva, inestrinsecazioni tecniche e professionali.

Di merito in quanto accanto ai contenuti delle discipline occorre che la scuola sappia fornire le tecniche e le pratiche di apprendimento e di gestione delle discipline apprese.

In questo contesto la scelta della FLC Cgil è per una concezione attiva e cooperativa delle pratiche di insegnamento e di apprendimento per tutti i rami del sapere, sulla base del principio che afferma:

“se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”

In questo contesto riveste decisiva importanza la pratica dei laboratori, che, lungi dall’essere relegati a complemento applicativo delle sole discipline tecnologiche e artistiche, devono diventare consuetudine anche degli ambiti scientifico, economico e umanistico.

In tale prospettiva non trova giustificazione alcuna qualsiasi ipotesi di riduzione dei laboratori laddove sono sempre esistiti, in particolare nell’ambito tecnologico o tecnico-professionale che dir si voglia, come alcune equivoche, malintese e, nel caso degli ultimi cinque anni, anche opportunistiche teorie pedagogiche hanno lasciato intendere. Ciò non significa che tutto debba necessariamente rimanere uguale a sé stesso, ma neppure che si possa prefigurare una riduzione o addirittura una scomparsa degli insegnamenti tecnico pratici, né tanto meno ipotesi di passaggio ad altri compiti o ad altre amministrazioni dei docenti che ad essi sono assegnati. Essi vanno invece potenziati ed adeguati non solo in rapporto all’innovazione tecnologica ma anche ai ruoli nuovi che l’evoluzione del sistema richiederà nella relazione tra studio e lavoro ed almeno in tutti gli indirizzi tecnologici o tecnico-professionali secondari ed eventualmente anche superiori in cui il sistema si articolerà.

E’ in questa stessa prospettiva che la FLC Cgil si sente impegnata a garantire il mantenimento dello stato giuridico di docenti per quanti sono impegnati negli insegnamenti di laboratorio, contro qualsiasi ipotesi di utilizzo di questi docenti in funzioni e mansioni non coerenti con la specificità professionale docente.

E poiché la FLC Cgil non ha mai abbandonato il principio che ad uguale lavoro ed uguale funzione debba corrispondere uguale trattamento economico, la FLC Cgil non rinuncia alla prospettiva di un inquadramento unico di tutto il personale docente, e quindi anche di questo personale, pur all’interno di tempi e condizioni da definire e costruire.

Allo stesso modo, la FLC Cgil è impegnata a ottenere per questo personale, come per tutto il personale docente, il medesimo diritto a percorsi di formazione iniziale, di reclutamento e di riconversione professionale.

Roma, 29 marzo 2006