Taglio alla scuola pubblica e distribuisco alla privata

In un illuminante e dettagliato articolo pubblicato sul portale della rivista La Tecnica della Scuola, viene spiegato il  taglio pari al 30% delle risorse destinate alla scuola pubblica, smascherando il vero scopo di tale nefasta manovra: garantire un risparmio di 448milioni di euro previsto dalla finanziaria che, difficilmente, ottenibile con il contenimento dei soli organici.
Il ministro Fioroni nel corso del suo intervento alla Commissione Istruzione – riporta il settimanale – si è limitato ad evidenziare di aver avanzato richieste al Ministero dell’Economia, ma in concreto non ha assunto impegni precisi. Neppure sul ripiano del debito pregresso, ormai quantificato in poco più di 400milioni di euro, c’è stato un accenno di risposta.Intanto va a rilento anche l’avvio della trattativa contrattuale proprio perché manca chiarezza sulle risorse economiche disponibili; addirittura risorse già determinate in precedenza non sono state ancora certificate dal Ministero dell’Economia. Insomma la confusione regna sovrana, e quella che doveva essere “La serietà al governo” inizia a suscitare risate a squarciagola fra chi sosteneva che questi signori in materia di politica scolastica di serio avevano ben poco. Mentre le vittime, fra questi gli insegnanti, iniziano a mostrare i primi segni di nervosismo anche perché i sindacati maestri della concertazione continuano a rimanere immobili. Ma per mostrare qualche dato allarmante ristorniamo all’articolo a firma di R.P. Secondo il giornalista: La finanziaria 2007 prevede infatti che per l’anno in corso nel settore scolastico si debbano risparmiare 448milioni di euro.

Di questa somma la metà dovrebbe essere ricavata dalla diminuzione degli organici, ma quote non disprezzabili dovrebbero derivare anche da altri interventi: diminuendo gli insegnanti di inglese nella scuola primaria si dovrebbero ricavare 77milioni, mentre la diminuzione dell’orario dei professionali dovrebbe incidere per quasi 28milioni. Questi pesanti tagli, che ricordiamocelo, si sommano a quelli operati dal precedente governo metteranno in ginocchio la scuola pubblica, mentre il ministro Fioroni continua a battersi affinché vengano garanti i 500 milioni di euro da destinare alle scuole private appellandosi alla legge62/2000 emanata dal governo D’Alema, nota come legge di parità.  Come dire… La serietà al governo!

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5 Risposte

  1. Claudia ha detto:

    Secondo me qui la coperta non era affatto da tirare. Il privato può sovvenzionarsi con le donazioni e le rette e il pubblico con i soldi dello stato. In questo modo non si toglie nulla a nessuno perchè non è obbligatorio frequentare istituti privati e chi non può pagare la retta vede garantito il suo diritto all’istruzione nella scuola di tutti che non ha proprio nulla da invidiare alle altre, anzi, direi il contrario.

  2. Tommaso Farina ha detto:

    Mi spiace di dover in parte (solo in parte) dissentire: la scuola anche quando è privata svolge una funzione pubblica.
    E’ facile dire “non è obbligatorio frequentare istituti privati”: e se lo voglio fare ma non posso? La scuola non è una macchina, dove chi non ha i soldi per la Mercedes si deve accontentare della Punto (con rispetto parlando): il diritto allo studio è una cosa di tutti. Ed è veramente ridicolo, anzi offensivo, fare come fa questa Claudia, che parla di “scuola di tutti” a proposito di quella di Stato, sottintendendo che la scuola privata non lo sia. Non lo è, ma non è certo colpa sua. E’ colpa dello Stato, che non lascia sovvenzioni sufficienti.

  3. Claudia ha detto:

    Tommaso, quando ti rivolgi a me non definirmi come “questa Claudia” xchè non sono tua sorella. Mi spiace dirtelo ma la scuola è una macchina ..esiste la scuola di Stato, gratuita, laica, aperta a tutti indipendentemente da razza, religione, eventuali handicap e poi esiste la scuola di elite, quella in cui si entra pagando, preferibilmente sani , spesso cattolici, quindi, poichè i finanziamenti di stato difficilmente arrivano alle famiglie e quando sono arrivati erano così penosi da non consentire comunque ai poveri di entrare in una scuola di casta, sulla cui qualità mi sento di dissentire, posso ribadire che i soldi di stato devono andare ai servizi statali e i privati si possono finanziare con i soldi di chi ne ha da buttare. Con questo chiudo il discorso per non disturbare Liborio, ciao anche a questo Tommaso

  4. Tommaso Farina ha detto:

    “Si entra preferibilmente sani”? “Scuola di casta”? Finanziata dai soldi di “chi ne ha da buttare”? Vedo che di scuole private ne sai davvero a pacchi. Se i finanziamenti di stato sono penosi non è certo colpa delle scuole o delle famiglie a cui vanno. Io sono orgoglioso di aver avuto la possibilità di frequentare scuole in cui si studiava davvero, senza che ci fossero occupazioni, autogestioni e altre stronzate che piacciono ai ragazzini cui piace giocare ai rivoluzionari.

  5. Claudia ha detto:

    Che tu venissi dalle private era indubbio, fuori dal mondo, sempre..io se ho dei soldi da investire preferisco investirli su qualcosa che mi riguarda direttamente e ne ha bisogno, non li regalo. Riguardo alle mie esperienze, credimi, conosco la scuola.