Nessuno tocchi caino, ma cainetto…

14 giugno 2007 by: Liborio Butera

Nei giorni scorsi si è discusso molto dei fatti di Palermo: una professoressa dopo aver appreso dai suoi studenti che il bullo della classe aveva impedito al compagno di servirsi dei bagni dei ragazzi dandogli della “femminella”, lo aveva punito facendogli scrivere alla lavagna 100 volte “sono un deficiente”. L’argomento è balzato agli onori della cronaca non tanto per la punizione, ma perché i genitori del bullo piuttosto che “ a casa facciamo i conti”, hanno pensato bene di denunciare la Prof. La giustizia italiana per una volta è stata celerissima, il pm Ambrogio Cartosio ha chiesto per la professoressa una detenzione di due mesi, pena sospesa, per abuso di mezzi di correzione. Questo era l’antefatto. Come dicevo l’argomento è stato trattato da tutti i mezzi di stampa, taluni si sono schierati con la Prof, talaltri con lo studente. Li ho letti quasi tutti. Ne scrivo solo adesso, anche se di bullismo ne parlavo ancor prima che You Tube ne svelasse gli aspetti più raccapriccianti [link]. Poiché trovandomi in mano il quotidiano Libero del 10 giugno, sono capitato su un articolo di una, a mio modo di vedere, delle migliori penne italiane, Renato Farina. Il quale trattava l’argomento senza tanti fronzoli con la sua solita chiarezza e, a differenza degli altri, lasciava fuori il parere di pedagogisti e psicologi vari troppo spesso garantisti, richiamando con fermezza il valore educativo della punizione. Renato Farina dunque sta dalla parte della Prof. Anch’io condivido questa idea e per fortuna tanti altri. Adesso a quanto pare anche il ministro Fioroni che ha firmato il nuovo Statuto degli studenti e delle studentesse, presentato il 13 giungo al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione dove è prevista la possibilità di punire lo studente anche oltre l’attuale soglia dei 15 giorni di sospensione, con la possibilità di reintegrarlo dopo l’inevitabile bocciatura. La reintroduzione del 7 in condotta comporterà che i più indisciplinati saranno bocciati a prescindere dalla media scolastica al fine di restituire in parte l’autorità agli insegnanti, da sempre primo baluardo della legalità.

Comments

One Response to “Nessuno tocchi caino, ma cainetto…”
  1. Claudia scrive:

    Certo che i genitori del giorno d’oggi l’idea di educazione non ce l’hanno proprio..(non tutti ovviamente)

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