Un piccolo gruppo di “Sovversivi”

2 luglio 2007 by: Liborio Butera

Il raduno dei Sovversivi del Gusto di ieri ha confermato le aspettative: è stato un successone. Ancora una volta il vulcanico Adriano Liloni è riuscito a radunare un gruppo di “ribelli” della solita gastronomia di massa e industriale in un agriturismo con una vista sul lago di Garda da togliere il fiato. Nella foto potrete vedere un gruppo di Sovversivi, tra cui il sottoscritto, Tommaso Farina, Adriano Liloni, Fausto Soregaroli, Carlo Zaccaria, il “corsaro” Edoardo Bresciano e altri amici. A breve pubblicherò i filmati e le interviste della giornata.

Comments

7 Responses to “Un piccolo gruppo di “Sovversivi””
  1. Fausto Soregaroli scrive:

    Ciao, Liborio,

    E’ stato un grande piacere conoscerti. Ieri l’affiatamento era la cosa più bella che potesse accadere: ed è accaduta… A significare che questi sono dei “Sovversivi” veramente genuini!

    Un abbraccio,

    Fausto

    P.S. Ti ringrazio di non avere indicato in senso orario e definito le persone: sembriamo tutti a psasso… nel tempo… E la colpa non è certo del fotografo…

  2. Carlo Zaccaria scrive:

    Gran gruppo ragazzi. Gran giornata.

  3. Liborio Butera scrive:

    Ciao Fausto, si ieri è stata una grande giornata e soprattutto genuina, questo grazie alle persone presenti, tutte vere e senza coloranti e additivi aggiunti ;-)

  4. Edoardo B. scrive:

    beh, l’additivo c’era: il vino di Filippo ci ha prolassati!

  5. Liborio Butera scrive:

    Straordinario il vino di Filippo

  6. andrea pagliantini scrive:

    entro in punta di piedi, per vari motivi in questo scambio di post. Entro in punta di piedi perchè ho qualche problema di sciatalgie e perchè non sono venuto nonostante le pressioni di Filippo all’iniziativa dei sovversivi del gusto.
    Confesso che i post sul vino di Filippo mi fanno un gran piacere, siamo io e lui insieme al grande Vasco, detto i’pipa, i restauratori di un qualcosa di antico, purtroppo dimenticato nel tempo, in questo territorio, la Toscana del chianti Classico.
    Non abbiamo mica scoperto niente, ci rifacciamo al modo di fare vino e vigna di nostri predecessori, nel loro rispetto e nel loro insegnamento, lontani dalle mode e dalle marmellate vinose imposte dagli americani e dalle loro sciccose riviste.
    Che poi si senta dire in giro che piace, francamente da gli stimoli e la forza di continuare a far meglio e di continuare questo bel sogno che fra mille difficoltà si è intrapreso

  7. Liborio Butera scrive:

    Ho avuto il piacere di bere il Chianti offerto in degustazione da Filippo: una goduria.

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