Come ottenere due uomini felici partendo da uno solo e pure sfortunato.

6 agosto 2007 by: Liborio Butera


Cosimo Mele è un uomo sfortunato. Oltre a svolgere un’attività impegnativa e di grande responsabilità è costretto a vivere lontano dalla famiglia; non bastasse, per una volta che si poteva concedere un piccolo diversivo non gli va a capitare una che si sente male per un po’ di cocaina? Certo adesso sarà un problema farsi ricandidare da un partito che dei valori della famiglia ha fatto una bandiera. Insomma, se lo stesso parlamentare non fosse di quelli che organizzano cose tipo il Family Day non ci sarebbe niente da dire: va a puttane quasi tutto in questo Paese, che ci vadano anche alcuni suoi rappresentanti non dovrebbe stupire nessuno. Un po’ di tolleranza! Quello che non convince è assistere allo spettacolo di un uomo che afferma di non aver capito che “quella donna” fosse una squillo, tanto da dover chiamarne un’altra (forse per farselo spiegare?), pare versando alla prima 500 Euro e alla seconda altri 200. Così riportano le cronache dei giornali: salvo poi farsi smentire dalle stesse sulle colonne dei quotidiani, che oggi riferiscono, per buon peso, di come l’Onorevole sia indagato anche per la questione della cocaina consumata durante la nottataccia. Lui e un autorevole rappresentante del suo partito hanno lamentato le dure condizioni di vita dei parlamentari, che con il misero stipendio loro concesso dallo Stato devono soffrire la solitudine e stare lontani dall’adorata famiglia e dalla terra natia. Da qui la necessità di ulteriori indennità per rinfrescare il Guinness dei Primati da sempre detenuto dai parlamentari italiani nella categoria “emolumenti”. L’On. Mele, senza volergli fare le pulci, in una sera sola è andato a cena al ristorante, ha preso una camera (si dice una suite) in un albergo del centro, ha speso 700 Euro per le due accompagnatrici (in nero?) senza calcolare la cocaina che chissà di chi era e chi l’aveva comprata (lo stabilirà la magistratura). Certo i costi di questa politica sono davvero alti. A occhio e croce, in una sola serata il nostro rappresentante ha speso più di quello che il sottoscritto guadagna in un mese di duro lavoro. Ora, tralasciando le questioni etiche, morali e di stile, vorrei fare all’On. Mele una proposta. Il sottoscritto non ha famiglia, trova Roma una città bellissima e sarebbe contentissimo di poterci vivere. Il problema è che con il suo stipendio da lavoratore dipendente, nella capitale non sarebbe nemmeno in grado di sopravvivere, visti gli affitti correnti. Se qualche parlamentare come l’On. Mele volesse cedermi solo un terzo dei suoi appannaggi mensili, io sarei ben felice di sostituirlo (in modo legale e alla luce del sole, naturalmente, magari con una delega) nelle sue incombenze parlamentari. Basterebbe all’Onorevole darmi un periodo di avviamento al lavoro per potermi ambientare e poi passarmi il materiale da presentare in Parlamento. Sono un buon oratore e credo che potrei cavarmela non peggio di molti parlamentari. Con un corso rapido di arti marziali poi, sarei in grado di partecipare anche alle sedute più animate. Si otterrebbero così alcuni significativi vantaggi: l’On, Mele (o qualche suo altro collega che volesse aderire alla proposta) potrebbe al contempo vivere nella natia e tanto rimpianto cittadina di Carovigno, andare comodamente al mare quando vuole, stare felicemente vicino alla propria famiglia, che a Roma non può portarsi, e continuare per interposta persona a rappresentare i suoi elettori. Fermo restando il suo diritto a presentarsi di persona nella capitale quando lo ritenesse opportuno. Il suo budget di spesa ne risulterebbe drasticamente ridotto, anche solo eliminando la necessità di combattere la solitudine con sistemi così dispendiosi. E poi, ma questa è la cosa meno importante, un comune cittadino sarebbe finalmente in grado di realizzare i suoi sogni: trasferirsi in una bella città, svolgere un lavoro importante per la collettività, vivere dignitosamente e magari, con la conseguente quadruplicazione del proprio reddito, una famiglia potrebbe farsela anche lui e persino mantenerla decorosamente. Coraggio! Di un uomo solo e sfortunato se ne possono fare due felici e fortunati. Chi si fa avanti?

Cesare Rovere

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