Pane o gomma?
Dal “Pane” sta nascendo
una bella discussione da seguire sul blog dei “Sovversivi del Gusto” [link]. Carlo Zaccaria ha sollevato un problema vero con il quale quotidianamente tutti noi ci confrontiamo: la qualità del pane.
Chi vive in città ormai, si è abituato al gusto del “pane”, volutamente tra virgolette perché somiglia ben poco al pane di farina, magari di semola, impastato con acqua buona (come scrive Filippo , lievitato naturalmente e poi cotto in forno a legna. Era il pane di una volta quello che durava per un’intera settimana e senza diventare “gomma”, oggi non è più così. E allora per mangiare il pane buono siamo costretti a seguire il consiglio di un “Sovversivo”? “Condivido la lamentazione sul pane, ma aggiungo che se si vuole il pane buono (o piu’ semplicemente il pane, quello vero) tocca farselo. Salvo lodevoli eccezioni.”
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Gennaio 9th, 2008 at 09:42
Confermo: per me è il consiglio da seguire, io spesso il pane me lo faccio in casa! L’importante è ovviamente la qualità degli ingredienti, delle materie prime: il topo sarebbe ovviamente la cottura in forno a legna, chi non ce l’ha (come me, che vivo in appartamento) sappia che viene cmq molto bene con la macchina apposta, tra l’altro parecchio economica. Certamente meglio dei pani industriali lievitati con l’uso di sostanze chimiche e agenti lievitanti. Luca
Gennaio 9th, 2008 at 11:00
Carissimo Liborio,
è un piacer poter essere di nuovo da te!
Causa lavoro ed influenza (SIGH!!) mi sono colpevolmente allontanato!
Tu da buon sovversivo conosci bene il vero gusto del pane avendo tra l’altro fatto un magnifico articolo su quello dei miei vicini altamurani. Con la storia-film di Davide contro Golia. Il piccolo fornaio che abbatte Mcdonald’s!
Qui da noi abbiamo la fortuna ancora di assaporare il buon pane. Quello alto, fragrante con tanta crosta e mollica e soprattuto salato al punto giusto!
Fatto in antichi forni a legna dal sapore inconfondibile.
Costa un pochino di più rispetto a qualche tempo fa ma sono quei piaceri della vita che per fortuna durano ancora in mezzo ad un mondo di tarocchi ed OGM.
Farlo in casa è qualcosa di carino e allettante. Lo zio di mia moglie si diletta a farne molti tipi con le farine più svariate. E non ti nego che quello di segale e cereali, a volte mi gusta perchè molto digeribile.
Un salutone e a presto!
Gennaio 9th, 2008 at 12:13
Beato te, Giuseppe… Chiaro che col pane di Altamura è più facile “cadere” nella tentazione di comprarselo tutti i giorni, lasciandolo fare ai grandi fornai artigianali delle tue zone! Luca