Del diritto naturale
Dalle aule di illustri accademici
alle più modeste pagine di un blog, un problema continua a ritornare: quello se la legge sia “fatta”, o “preceda” l’attività del legislatore e dunque inscritta nell’ordine della natura (o nella mente divina, o nelle regole della fisica, o nella coscienza dell’uomo, secondo i gusti). Le scelte di questi ultimi decenni, la bioetica e tutte le faccende che riguardano il nascere (clonazione, aborto, fecondazione artificiale) e il vivere (matrimonio, famiglia, sessualità) e il morire (eutanasia), lasciano immaginare come la questione si mostri sempre più attuale, anche se in Europa sembra che se ne sia accorto solo il Pontefice. Mentre in altri paesi non si è mai archiviata la questione, in Italia chiunque venga tentato di discutere con la chiesa cattolica o di affrontare i problemi da essa sollevati, rischia di essere considerato “fuori dal tempo”, un oscurantista. Aristotele e San Tommaso furono i primi a sostenere la necessaria separazione tra diritto e morale, Hegel stabilì la non scientificità del diritto naturale. Ma oggi siamo molto oltre. Si è cancellato il “peccato” dalla coscienza, il “matrimonio” dai codici, la ragione flette sotto il peso delle più evanescenti interpretazioni, l’unica cosa alla quale è necessario prosternarsi è la procedura. Alla fine ci siamo ritrovati in ginocchio di fronte ai nostri stessi idoli. Dando a Cesare quello che non era suo, la capacità etica, liberando il pensiero moderno dall’idea di dio, noi senza dio, non siamo in grado di elaborare alcuna etica della ragione.
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Gennaio 29th, 2008 at 09:42
Verissimo caro Liborio!
Oggi pensiamo a cacciare il Papa dalla Sapienza come se fosse la panacea di tutti i mali e strumentalizziamo politicamente argomenti delicatissimi quali l’aborto, la clonazione, la famiglia!
Pensiamo a fare girotondi, pacs e non guardiamo in faccia la realtà attuale che è veramente disastrosa sotto ogni punto di vista. Una società senza valori.
Del resto chi oggi potrebbe insegnaci la giusta distinzione diritto e morale?
E la gente vive bene nel caos è quello che vuole, l’oscurantismo!
In nome di una presunta laicità dello Stato!
Marzo 30th, 2008 at 18:26
Mi sembra giusto quello che scrivi.
Nel mio piccolo, ai miei alunni di scuola primaria, quando devo parlare di ciò che è giusto e di ciò che non lo è, non faccio mai riferimento -in primo luogo- alle norme in vigore in una data società, ma a quelle che ognuno di loro (di noi) può riconoscere nel proprio cuore (con la propria intelligenza). E questo per un motivo molto semplice, perchè se mettessi avanti il cosiddetto “diritto positivo”, farei una cosa illogica, infatti quell’insieme di norme “positive” è stato scelto tra altri possibili, in quanto meglio di altri si adeguava a quella regolamentazione “ideale” che ciascuno ha nella sua testa. Inoltre gli alunni potrebbero chiedermi, per esempio, perché lo Stato consenta l’uccisione dei figli nel grembo materno (e ormai domande di questo tipo, con quello che seguono in tv e in internet, te le possono fare anche bambini -intelligenti- di seconda o terza primaria). Quindi non posso che spiegargli che ci sono leggi giuste e leggi ingiuste, e che questa valutazione si può fare proprio perché esiste un diritto anteriore a quello che chiunque altro possa riconoscerti (sia esso lo Sato o qualunque altra società).