In Sicilia si lavora solo in nero!
30 gennaio 2008 by: Liborio Butera
In un precedente post
avevo pubblicato una lettera di sfogo dal contenuto amaro inviatami da un giovane siciliano. Lo scrivente, un ragazzo di 23 anni, ci raccontava delle difficoltà che è costretto ad affrontare per poter vivere dignitosamente e denunciava lo sfruttamento ad opera dei datori di lavoro, il contenuto lo trovate QUI . A conferma di quanto scritto dal giovane, ci sono i dati di una ricerca realizzata nell’ambito del progetto Up Rise, finanziata dalla Regione Siciliana; presentati stamane a Palermo nella sede della Confindustria dal direttore del progetto Rosario Alescio. Nello studio si fa un preciso riferimento alla connessione esistente “fra lavoro sommerso e criminalità organizzata“: le attività della mafia, infatti, traggono giovamento da occupazioni in nero.
Dalla ricerca emerge che l’Isola è una regione in cui il lavoro irregolare rimane un fenomeno radicato e consistente: la percentuale dei lavoratori in nero, o in condizioni identificate come “grigie”, è alta a Palermo (39,4% del totale) più che nelle altre province siciliane. Fra gli irregolari, inoltre, è alta la percentuale di quanti lavorano esclusivamente in nero (68,1), e sono più le donne che gli uomini. Forse uno dei compiti del nuovo governo deve essere appunto la lotta al lavoro nero, ma affrontata con serietà ed impegno e non, come ci hanno abituati, a sole chiacchiere.




Che dire, il problema temo non sia solo siciliano ma anche di altre regioni. In alcune regioni del nord gli ispettori del lavoro stanno facendo controlli a tappeto come dovrebbe avvenire in tutta Italia. Nel nostro paese temo però che le regole non valgono per tutti ec è forse giunto il momento di cambiare perchè così stiamo andando al tappeto economicamente e socialmente.