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L’Istat: a gennaio vola l’inflazione.

Ancora brutte notizie per gli italiani: l’inflazione a gennaio è salita al 2,9%, contro il 2,6% di dicembre. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare, aggiungendo che i prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,4%. Il tasso inflazionistico è il più alto da luglio 2001. Il prossimo governo di qualsiasi colore esso sia erediterà una situazione pesantissima alla quale dovrà, ci auguriamo, porre rimedio. I rincari – comunica l’Istat - che hanno fatto balzare in avanti l’inflazione riguardano i trasporti ferroviari, a gennaio l’aumento tendenziale è stato del 6,9%, per i trasporti stradali (taxi e pullman extraurbani) del 5,7% e per i trasporti aerei dell’8,4%.

I pedaggi sono invece aumentati del 3,8%. L’azione di governo per contenere tali aumenti è stata fallimentare. Dal fronte alimentare invece sono aumentati pane e cereali hanno registrato una accelerazione rispetto a dicembre, passando da un’inflazione al 7,6% ad un tasso di crescita dell’8%. In particolare a gennaio il pane ha registrato un +12,5% e la pasta un +10%. Significativo anche l’incremento del prezzo del latte (+8,5%) e della frutta (+5%). Per quanto riguarda la carne, finita sotto la lente di Mister Prezzi negli ultimi giorni, l’incremento tendenziale è stato del 3,5%, con una punta del 6,7% per il pollame.

Il capitolo energia infine ha segnato a gennaio un incremento mensile dell’1,7% ed annuale dell’8,3%. I prodotti energetici regolamentati, in pratica le tariffe che vengono aggiornate ogni tre mesi e quindi anche ad inizio gennaio, hanno registrato un incremento del 3,9% rispetto a dicembre e del 2,1% rispetto a gennaio 2007. In particolare le tariffe elettriche sono cresciute del 3,4% mensile e del 5,3% annuale. Per il gas gli aumenti sono stati invece del 3,9% su dicembre e dello 0,7% su gennaio dello scorso anno. Per i non regolamentati i dati mostrano invece un +0,4% congiunturale e un +12,7% tendenziale. Gli aumenti sono stati a due cifre sia per i carburanti (+12,5% benzina e +15,8% gasolio) che per i combustibili della casa (+16%).
Secondo le associazioni dei consumatori tali aumenti peseranno sulle famiglie di circa 1000 Euro l’anno e il tutto senza il supporto di una politica reale a sostegno delle famiglie e in particolare dei salari. Il governo che si è appena congedato ha lasciato le famiglie in ginocchio e non solo le prossime elezione costeranno alla collettività circa un miliardo e seicento mila Euro. Poveri noi, povera Italia!

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