Fausto Bertinotti, il sedotto ed abbandonato
Povero Fausto, sedotto ed
abbandonato da Prodi con l’intero partito di Rifondazione Comunista, ha preso finalmente coscienza che Veltroni non lo vuole tra i “maroni”. Lo spunto è stato l’accordo che il PD ha fatto con il partito di Antonio Di Pietro. Secondo il “parolaio rosso” è l’ennesima dimostrazione di “incoerenza” di Veltroni. Ma ne ha anche per Berlusconi perché ha avuto il coraggio di lanciare un appello per il “voto utile” in favore di un rischioso “duopolio”.
Caduto il governo Prodi, che con la scusa dell’antiberlusconismo ha fatto ingoiare rospi a Bertinotti & co. facendogli votare provvedimenti che vanno esattamente nella direzione opposta dello spirito di sinistra come ad esempio le missioni all’estero, dalla Cosa Rossa muovono precise accuse contro il PD reo – a loro dire - di aver affossato il precedente governo.
In verità i sospetti su Veltroni risalgono all’inizio del dialogo con Berlusconi sulla legge elettorale. Da allora si sono progressivamente infittiti, e per Bertinotti si è fatto strada il timore di un “inciucio” sottobanco. Ma il candidato premier della Sinistra Arcobaleno punta il dito anche contro l’accordo stipulato con l’Idv: un accordo che anche la sua formazione aveva tentato di chiudere, ma senza trovare ascolto. “Il Pd deve giustificare all’esterno una scelta incomprensibile dopo aver parlato di omogeneità di programma”, dichiara, sottolineando la “contraddizione” che esplose proprio all’inizio della legislatura a proposito della legge sull’indulto. Quindi, conclude pungente Bertinotti, “mi pare che sia un’alleanza che rende meno limpida la scelta ambiziosa del Pd di correre da solo”. Insomma, dalle prime fasi di questa lunga campagna elettorale abbiamo capito che si caratterizzerà per un feroce gioco al massacro del “tutti contro tutti”.
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Febbraio 16th, 2008 at 09:27
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