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Naturismo ad Eraclea Minoa, favorevoli o contrari?

Chi segue A Ruota Libera, ricorderà che l’estate scorsa vi abbiamo dato (in diretta e con interviste esclusive) notizia della polemica scoppiata a Cattolica Eraclea dopo che una rivista, gay.it, aveva segnalato la località balneare Eraclea Minoa e precisamente l’area compresa tra la splendida Capo Bianco e la Foce del Fiume Platani “come una spiaggia riservata agli omosessuali, dove era possibile praticare indisturbati il Cruising” [link1] [link2] [link3]. Quest’anno, ancor prima dell’inizio della stagione balneare, si è riaccesa la polemica. Complice una “tre giorni”(dal 23 al 25 maggio) naturista che si terrà sia a Cattolica Eraclea, sia ad Eraclea Minoa, ma anche perché il quotidiano “La Stampa” del 6 maggio ha dedicato l’intera pagina, la 20, all’evento, l’articolo è visibile cliccando questo [link]. La notizia ha diviso in due gli abitanti del piccolo centro siciliano tra favorevoli e contrari, quest’ultimi pare stiano costituendo un comitato per dire “NO al naturismo ad Eraclea Minoa” e tra i promotori pare ci sia l’amico Nino Miceli, che attraverso una mail inviata alla nostra casella di posta elettronica ha voluto puntualizzare il proprio punto di vista.

Nino Miceli scrive:

Credo sia arrivato il momento di fare chiarezza su quanto sta avvenendo nel nostro Comune.

L’oggetto del contendere è l’ormai “famoso” raduno di naturisti che avrà luogo tra Capo Bianco e la foce del fiume Platani dal 23 al 25 maggio e che inevitabilmente avrà ripercussioni sulla liceità e legittimità a poter effettuare tale “pratica” in un sito di incantevole bellezza, visitato annualmente da migliaia di  persone e per di più RISERVA NATURALE.

Dalle dichiarazioni dei naturisti traspare una certa soddisfazione per l’eventuale, ma molto eventuale, in seguito spiegherò il perché, conseguimento di un risultato per loro storico: l’istituzionalizzazione di un sito per soli naturisti; dalle dichiarazioni del Sindaco Cosimo Piro si evince invece il tentativo, peraltro legittimo, di approfittare della cassa di risonanza dei mass-media per pubblicizzare e valorizzare  questi incantevoli luoghi. Credo che il problema stia tutto in questo qui pro quo ingeneratosi dopo mesi e mesi di discussioni, trattative, dichiarazioni e malintesi; a fronte dei naturisti che in cuor loro intendono trasformare una bellissima e rinomata Riserva Naturale in una semplice Riserva, vi è la posizione del Sindaco che cerca di trarre dalla questione un giusto vantaggio per la comunità, ma che allo stesso tempo cerca soluzioni alternative per risolvere un problema a mio parere irrisolvibile ( non esistono allo stato attuale spiagge isolate da poter adibire a tale scopo). Conoscendo il Sindaco quale persona sensibile a tutte quante le problematiche ma allo stesso tempo quale persona equilibrata, preparata e di grande capacità amministrativa, sono certo che non farebbe mai l’errore di sacrificare un bene di tutti a vantaggio di una minoranza, vietando di fatto l’accesso al sito dei tanti visitatori che non sarebbero entusiasti di vedere le altrui nudità; questa certezza mi viene anche da due ordini di idee:

1° Eventuali permessi e/o autorizzazioni in tal senso sono di esclusiva competenza del Demanio;

2° A tutt’oggi girare nudi per le spiagge o in altro luogo ameno o solitario è REATO – art.726 C.P.

Ma il vero nocciolo della questione è un altro: questo incantevole sito è frequentato da naturisti o è invece il ritrovo di nudisti gay che ostentano in modo volgare e di cattivo gusto le loro nudità ricorrendo a lascive oscenità che nulla hanno a che vedere con la cosiddetta ” pubblica decenza” e con i naturisti tout court?

Per carità nulla contro gli omosessuali che sono e devono, in uno Stato di diritto, essere liberi di vivere e poter esprimere la propria sessualità; molto in contrario a chi, in maniera volgare, ostenta la propria omosessualità ( ma anche eterosessualità) con atteggiamenti che travalicano i limiti che una società civile deve necessariamente porsi ( fatti non foste per viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza), mettendo in cattiva luce la stragrande maggioranza di omosessuali che vivono la loro” diversità? ” con grande orgoglio, dignità e serietà. Bisogna dunque chiamare le cose col proprio nome e non tergiversare in arzigogoli e bizantinismi.

Spero e mi auguro che il Sindaco e amico Cosimo Piro possa continuare nella propria azione amministrativa, così come ha fatto in questo primo anno di mandato, con ottimi risultati, non facendosi distrarre da “questioni” di secondaria importanza e che non rivestono carattere di urgenza verso quelli che sono i reali bisogni, esigenze e aspettative della comunità Cattolicese.

Nino Miceli

 

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  5. No alla spiaggia nudisti ad Eraclea Minoa.

6 Responses to “Naturismo ad Eraclea Minoa, favorevoli o contrari?”

  1. 1
    sefano:

    personalmente non capisco la lettera di Miceli, sembra che voglia spostare il dibattito su tuttaltra cosa come i gay che si accoppiano sulla spiaggia davanti a tutti, a vedere i video vedo persone tranquille e poi queste persone mi sembra che organizzano giornate per la pulizia della spaggia o cose del genere quindi persone sensibili all’ambiente, e non vedo tante persone sensibili a cattolica quando si parla di ambiente. Forse dovremmo aprirci un po di piu e apprendere certi comportamenti piu ambientali invece di mettere paura alla gente volendo far credere che chi si trova in quel tratto di spiaggia si potrebbe imbattere in un set pornografico, e poi non cerchiamo il turismo a minoa? ecco una delle opportunita. E smettiamola con questa politica del no analizziamo le proposte per quel tratto di spiaggia e dare risposte non fare solo dibattiti.

  2. 2
    Liborio Butera:

    Ciao Stefano, intanto benvenuto sul mio blog e… come va la vita a Montreal? tantissimi saluti.

  3. 3
    sefano:

    Ciao Liborio si va abbastanza bene grazie.tantissimi saluti anche a te.

  4. 4
    Michele Azzara:

    Mi sembra che come al solito si voglia essere contrari a qualunque iniziativa che possa risvegliare il paese e la sua economia.
    Primo fatto da considerare è l’esposizione mediatica del paese , la sua pubblicizzazione e conoscenza che potrebbero portare ad una valorizzazione del paese della spiaggia e del sito archeologico.
    Purtroppo bisogna ricordare quello che era questo paese e tutte le cose che aveva e producevano un’economia che permetteva di vivere ai suoi abitanti, e quello che si è perso, ed ha portato ad un’emigrazione senza fine e che continua ancora.
    Bisogna altresì ricordare che negli anni 50 e 60 Cattolica era il paese di riferimento per i paesi vicini.
    C’era il ginnasio,c’era l’ospedale, c’era la scuola agraria, c’era il carcere, c’era la pretura, c’era la cantina, c’era il mandorlificio, c’era la miniera, i residenti superavano i 12.000.
    Tutte cose che si sono perse.
    Eppure Cattolica ha avuto illustri personaggi, forse costretti ad andare via, e tra i più autorevoli vorrei ricordare il Professore Francesco Renda , l’on Giuseppe La Loggia , il dottor Raimondo Borsellino chirurgo di chiara fama .
    Altri illustri figli di Cattolica si sono fatti grande fama in Italia e nel mondo, ed anche oggi ci sono persone che fanno conoscere il paese ed i prodotti del paese.
    Questi Signori sopra citati e quelli non citati hanno sempre affrontato i reali bisogni del paese.
    Ma torniamo a Minoa ed ai naturisti, perché sarebbe lunga la disamina delle colpe della classe politica, dal dopoguerra ai nostri giorni, che non ha saputo programmare un futuro per il paese e per i propri figli.
    E’ un’occasione da sfruttare da far conoscere Minoa per valorizzarla.
    L’accesso a Capo Bianco e alla spiaggia ai cattolicesi è stato vietato tanti anni fa con un cancello; e non esistono altri percorsi per accedere alla spiaggia.
    Prima che si potesse usufruire della spiaggia di minoa, l’unico accesso era un sentiero che portava a Capo Bianco, successivamente il signor Rizzuto, custode ai beni archeologici, a noi pochi bagnanti e frequentatori di Minoa ci realizzò, alla meno peggio, una scaletta naturale che scendeva a mare all’altezza del campeggio.
    Soltanto successivamente, con la lottizzazione, si realizzò la strada attuale che porta a mare.
    Se la soprintendenza ed altri ci rendessero nuovamente fruibile la spiaggia vicino la foce del Platani sarebbe un’ottima cosa e ci permetterebbe di fruire di una spiaggia sin ora è incontaminata.
    L’amministrazione si dovrebbe prendere carico dell’apertura della strada di accesso a Capo Bianco, perché un bene pubblico, che è stato sequestrato dai privati e dalla soprintendenza, e ai cittadini è stato negato l’accesso a mare.
    Facciamo in modo di essere propositivi, se vogliamo il bene del paese.
    Da chiedere la fruibilità dei beni naturali ; l’apertura domenicale del sito archeologico, l’allargamento delle strade di accesso al mare, la pulizia delle spiagge, la pulizia della pineta, l’accesso alla foce del platani.

    Cattolica Eraclea 10 maggio 2008

    Michele Azzara

  5. 5
    Marcello Festeggiante:

    Una spiaggia per tutti

    Rispondo a Nino Miceli (che mi piacerebbe contattare personalmente) e a quanti hanno assunto una posizione contraria nei confronti del naturismo su una spiaggia pubblica. Li invito, intanto, caldamente, a partecipare

    Visti i tanti argomenti venuti fuori sarò estremamente didascalico.
    Ecco i punti salienti, mi sembra, argomentati da quanti in questi giorni hanno storto il naso alla notizia della manifestazione sulla filosofia del naturismo ad Eraclea:

    1.La spiaggia non può essere data in concessione ai naturisti in quanto “Eventuali permessi e/o autorizzazioni in tal senso sono di esclusiva competenza del Demanio”,
    2.la spiaggia insiste “in un sito di incantevole bellezza, visitato annualmente da migliaia di persone e per di più RISERVA NATURALE” per cui “sacrificare un bene di tutti a vantaggio di una minoranza, vietando di fatto l’accesso al sito dei tanti visitatori che non sarebbero entusiasti di vedere le altrui nudità” sarebbe una cosa non giusta;
    3.“A tutt’oggi girare nudi per le spiagge o in altro luogo ameno o solitario è REATO – art.726 C.P.”
    4. Sembra che non esistano “soluzioni alternative per risolvere un problema -dice Miceli- irrisolvibile ( non esistono allo stato attuale spiagge isolate da poter adibire a tale scopo).” e la spiaggia della foce del Platani non sembra fare eccezione.
    5.La visione di corpi nudi, “sic et simpliciter” potrebbe causare danni alla psiche dei bambini ed alla loro crescita spirituale e morale.
    6.“Questo incantevole sito è frequentato da naturisti o è invece il ritrovo di nudisti gay che ostentano in modo volgare e di cattivo gusto le loro nudità ricorrendo a lascive oscenità che nulla hanno a che vedere con la cosiddetta ” pubblica decenza” e con i naturisti tout court”

    Ci troviamo in dovere, ancora una volta, di fare una serie di precisazioni circa la filosofia naturista e distinguere tale cultura da quelle manifestazioni di esibizionismo sessuale con cui, purtroppo, è troppo spesso confusa.
    Partiamo dall’assunto che incontrare al mare una persona nuda non significa, sic et simpliciter, considerare tale persona come svergognata, di dubbia morale o di costumi sessuali discutibili. Il naturista, ovvero il socio tipo della nostra associazione, è prima di tutto una persona, con una famiglia e con bambini, che ha fatto del rispetto il valore più alto: rispetto verso la natura, verso i suoi simili e verso se stesso. Il naturista non collega al nudo NESSUNA forma di comunicazione sessuale.
    Ecco quindi cosa rispondiamo ai dubbi mossi fino ad adesso:
    1.La nostra associazione, senza fini di lucro, non ha mai chiesto permessi né autorizzazioni per un uso esclusivo della spiaggia.
    2.Nessuno ha chiesto a chicchessia di fruire della spiaggia in modo esclusivo. Nessun sacrificio quindi per nessuna minoranza. La spiaggia in questione, tra l’altro non è affatto quella utilizzata dagli abitanti di “Borgo Bonsignore” né quella che insiste nella “Riserva della foce del Platani” ma solo quella lontana ed ben isolata nei pressi della foce del fiume Platani. Tale tratto di litorale non viene quasi utilizzato dai bagnanti tranne che da naturisti che NON vogliono creare fastidio a nessuno. Noi, con le nostre famiglie ed i nostri bambini, siamo costretti a sobbarcarci estenuanti “passeggiate” per evitare di dare fastidio a chicchessia.
    3.L’Art. 726 del Codice Penale (Atti contrari alla pubblica decenza) recita che “Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l’ammenda da lire 500.000 a lire 5.000.000. Se ne desume che: l’articolo 726 non vieta espressamente il nudismo; gli atti contrari alla decenza non devono essere confusi con gli atti osceni, molto più’ gravi e puniti dall’art. 527 del codice penale.
    La quasi totalità delle sentenze, nonché i recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, concordano nel ritenere che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Il naturismo NON e’ espressamente vietato dalla Legge italiana e viene praticato su molte spiagge.
    Estremamente importante è stata la Sentenza della Corte di Cassazione n.3557 del 2000 in cui si sancisce definitivamente che il naturismo non è reato nei luoghi in cui è consuetudine (come la foce del Platani, per l’appunto). In un’altra sentenza (vedi: Sentenza della Corte di Cassazione n.1765 del 2000) la Corte di Cassazione ha ribadito che “la nudità … sfugge a qualsiasi rilevanza penale … in particolari contesti settoriali (per es. di tipo naturista o salutista).” A questa si e’ aggiunta una recente sentenza di piena assoluzione del tribunale di La Spezia (vedi: Sentenza di assoluzione a Guvano (SP) del 2000).
    4.La spiaggia della foce del Platani, come altre spiagge del comprensorio (Torre Salsa, Bovo Marina etc.) e altre spiagge siciliane (Capo Feto, Barcarello, etc), soddisfano pienamente quanto definito dalle sentenze. Esiste in queste spiagge una tradizione di frequentazione naturista che si perse sino al 1800 (vedi viaggio di Goethe in Italia). D’altro canto, come potrebbe essere illecito quanto reso lecito già da altre amministrazioni pubbliche come la regione Emilia Romagna o il comune di Roma? Come mai in Toscana, Emilia Romagna, nel Lazio, in Calabria esistono degli spazi riservati ai naturisti e nessuno si scandalizza? La presenza di naturisti sulla spiaggia della foce del Platani è quindi, secondo noi e secondo il legislatore, perfettamente lecita. Il problema resta quindi quello enucleato nei prossimi punti
    5.Il naturista riconosce nella famiglia il mattone fondamentale della società e, pertanto, il nudo integrale viene visto come altamente educativo e orientato alla crescita umana, caratteriale, sociale, culturale dell’uomo ed in particolare dei piccoli uomini. La presenza di bambini nei campeggi naturisti è altissima e si è notato come tali bambini vivano con più naturalezza sia i rapporti con gli adulti che con i propri coetanei. Ai corpi nudi, purtroppo, ci hanno sin troppo abituato telegiornali di ogni palinsesto e riviste di cui sono piene le edicole. Proprio a tal proposito invitiamo tutti alla mostra fotografica in programma presso il ristorante “Sicilia Antica”. In tale mostra invitiamo a riflettere sulla commercializzazione del nudo e sullo sfruttamento economico dell’esibizione del corpo. Noi prendiamo fortemente le distanze da ogni forma di nudismo che abbia fini diversi da quello educativo, naturale, familiare, sociale e socievole. Prendiamo le distanze dall’uso strumentalistico del corpo umano, compreso l’uso che ne viene fatto in pubblicità, sui giornali, in televisione (troppo spesso inclini ad esibire corpi edonisticamente rivolti ad aumentare fatturati). I “fatti osceni” cui non dovrebbero assistere i bambini sono ben altri!
    6.Noi prendiamo le distanze, ancora più decisamente, da quelle forme di nudo pubblico che sono orientate a un altro modo, magari “dis-ordinato” o “dis-organizzato”, di vivere la propria sessualità. Vogliamo, anzi, se mi si passa la veemenza, pretendiamo che che si comporta in modo illecito su una spiaggia venga allontanato dalle forze dell’ordine. Auspichiamo una pulizia morale come e più di tutti i cattolicesi. Aborriamo ogni forma di volgarità sia che essa provenga da chi indossa il costume da bagno sia che essa provenga da chi non lo indossa (etero od omosessuale non importa). Non dimentichiamo che spesso, sulle spiagge cosiddette “normali” si assiste a comportamenti di dubbio gusto da parte di chi indossa costumi da bagno (che poco o nulla lasciano all’immaginazione). Come sempre è il comportamento e non l’abito a distinguere tra volgare e non volgare. Diverso il caso prospettato quindi dal sig. Miceli (o da don Giuseppe Miliziano) che, giustamente, afferma che coloro che commettono atti contrari alla pubblica decenza (e ribadiamo che tale non è lo stare nudi) devono essere allontanati poiché commettono atti illeciti secondo la giurisprudenza, secondo la morale comune e secondo il “comune senso del pudore”. Siamo perfettamente d’accordo con le sue parole e ci auguriamo che la spiaggia del Platani possa essere controllata dalle forze dell’ordine che ci aiuteranno a far rispettare un decoro che pure noi auspichiamo. Anche noi andiamo al mare, al Platani, con i nostri bambini, le nostre mogli, compagne, fidanzate, sorelle, con i nostri genitori e quel che meno desideriamo è di trovarci in situazioni imbarazzanti se non spiacevoli. Ci siamo sempre battuti per una pulizia delle spiagge da noi frequentate; una pulizia pratica (in collaborazione con Legambiente e/o WWF abbiamo ripulito interi tratti di litorale in occasione di “Puliamo il mondo”) ed una pulizia, se mi si passa il termine, spirituale. Abbiamo sempre allontanato coloro i quali cercavano “altro” nell’associazione o sulle spiagge e ci siamo sempre battuti per divulgare il corretto messaggio naturista.
    Invitiamo, pertanto, tutti i cattolicesi a partecipare al convegno, ed al resto delle iniziative per conoscere prima di giudicare. Per confrontarsi prima che scontrarsi. Per prendere coscienza che l’eventuale presenza di naturisti sulla spiaggia della foce del Platani non solo non ha alcun risvolto negativo ma ne avrebbe di positivi:
    incremento dei flussi turistici,
    ampliamento del periodo di fruizione della spiaggia (con conseguente aumento dei fatturati delle imprese legate a tale fruizione)
    rispetto e protezione degli ambienti naturali; il naturista tipo è un turista di qualità, attento all’ambiente, culturalmente preparato, rispettoso delle tradizioni, contrario alla filosofia del turismo di massa
    allontanamento di un sottobosco di personaggi dal comportamento poco lecito (che a tutt’oggi frequentano la spiaggia) e sostituzione di tale sottobosco con il turista tipo di cui sopra
    destagionalizzazione dei flussi turistici
    diversificazione dell’offerta turistica
    ampliamento dei fabbisogni del turista tipo
    crescita dell’intero comprensorio
    Alla fine basterebbe informare le persone che visitano la spiaggia, mettendo dei cartelli nei pressi del tratto di spiaggia frequentato. Chi non vuole imbattersi nella vista dei naturisti sarebbe avvisato e avrebbe salvaguardata la propria libertà. Potrebbero essere previsti dei custodi con il compito di informare le persone e nel frattempo di “vigilare ” che tutto sia regolare. L´ingresso potrebbe essere pagato anche con pochi spiccioli, soprattutto per pagare un servizio che il comune mette a disposizione dei naturisti. Insomma le soluzioni, in un contesto di rispetto reciproco sono tante e potrebbero essere trovate di comune accordo. Il fine sarebbe sempre quello di far convivere due realtà che hanno uguali diritti e uguali doveri.

    Caro Nino Miceli, nessun “muro contro muro”, quindi, tra di noi, ma una stretta di mano a sancire una nuova, magari insperata, collaborazione e che veda nel contraddittorio e nel confronto motivi di una crescita umana e sociale.

    Cordiali saluti
    Prof. Marcello Festeggiante
    presidente di Sicilia Naturista
    presidente@sicilianaturista.it

  6. 6
    sergio:

    Anche se in ritardo, vorrei aggiungere anch’io la mia. Lo farò brevemente, e solo per sottolineare l’assenza in questa discussione di un riferimento al pudore personale, che ha notevoli ripercussioni -a mio parere- sulla vita sociale e soprattutto sulla formazione del carattere delle persone in età evolutiva, ma non solo.
    Spero che nessuno fraintenda la battuta che segue, ma avete mai visto uno scimpanzé che protegge la sua sfera intima con un sia pur piccolo pezzo di stoffa? Io no.
    E spero che il turismo in Sicilia non debba ridursi a raccattare qualche migliaio di euro in più rinunciando a tutelare la libertà di chi il pudore lo vive e lo apprezza anche nei luoghi pubblici.
    Giudico positivamente la lettera di Nino Miceli, che non ho il piacere di conoscere.
    Ciao a tutti.

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