Bossi e… le sue minchiate!
21 luglio 2008 by: Liborio Butera
Il Senatur da tempo
ci ha abituati ad esternazioni a dir poco ridicole, ma tutto sommato se fosse un cittadino qualunque potremmo anche riderci su. Peccato però si tratti di un ministro, un ministro della Repubblica italiana che dovrebbe rappresentare tutto il Paese. Le ultime sue esternazioni riguardano gli insegnanti, quelli del “Sud che rubano i posti a quelli del Nord”. E secondo lui questi insegnanti dovrebbero insegnare nelle loro regioni di provenienza. MAGARIIII rispondono in coro tali insegnanti, magari. Perchè A Bossi qualcuno dovrebbe spiegare che proprio tali insegnanti hanno contribuito e contribuiscono ad istruire proprio il suo popolo, il popolo padano del Nord! Quando i padani alla scuola preferivano la fabbrica, le intelligenze del SUD hanno colmato tale vuoto. Ma lui è poco attento o… poco preparato, altrimenti non parlerebbe così!




ma no butera che non è poco preparato, è tutta strategia elettorale, tutta propaganda.
sulla pelle di chi lavora dovrebbe starci più riguardo.
Esatto! Per non parlare poi del dito medio alzato riguardo l’inno di Mameli… Chissà perchè non lo alza anche verso lo stipendio da Ministro che percepisce, naturalmente pagato dagli italiani TUTTI?!
SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON TE E SPERO CHE QUALCUNO AMMESSO CHE CI SIA GLI DICA QUANTI SIAMO I LAUREATI TERRONI E QUANTI SONO QUELLI PADANI COSì SI RENDERà CONTO CHE L’ITALIA INTELLETTUALE OLTRE CHE LAVORATRICE è DEL SUD BASTA VEDERE QUANTI PUGLIESI SONO ORMAI DA TRE GENERAZIONI A MILANO
Esatto Ezio, più rispetto per chi lavora e soprattutto per chi arrivando dal sud fa il doppio dei sacrifici, ma Bossi non può arrivarci. E’ assolutamente vergognoso che l’Italia abbia un ministro come lui.
Come dice Luca – e che condivido pienamente – il fenomeno con la camicia verde dovrebbe aver più rispetto per le persone che gli garantiscono una grossa fetta di contributi sia per il suo partito che per i suo lauto stipendio da ministro.
Dai Liborio e voi altri non ve la prendete troppo!Sapete bene che la libertà d’opinione prevede anche di ascoltare le “stronzate altrui”..però non sono d’accordo sulla generalizzazione degli insegnanti del nord e quelli del sud…tu, Liborio, hai conosciuto la mia mamma…trovami un altro prof che, ai tempi odierni, abbia insegnato per 40 anni senza riscattare la laurea…e che dire di mia nonna? 44 anni di scuola e lo stato glien’ha riconosciuti solo 40 ai fini della pensione..eppur son piemontesi!!!
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Poi ricordo gentilmente che in passato molta gente andava a lavorare in fabbrica perchè la povertà non concedeva alternativa alcuna..mio nonno, ad esempio, prese il diploma da ragioniere andando alla serali perchè di giorno lavorava in filatura..ammalandosi di reumatismi, che lo han portato ad una morte prematura..nonostante ciò imparò il tedesco e l’inglese da autodidatta e diventò direttore commerciale a soli 21 anni!
E’ vero che nel meridione, una volta, era più diffusa la mentalità “statalista” e la professione d’insegnante era considerata prestigiosa..ma oramai non è più così! Esistono le eccezioni da entrambe le parti, tutto sta nell’intelligenza di ogni singolo individuo.
Poi oggi purtroppo e, meno male, si deve andare dove il lavoro chiama…d’altra parte occorre un minimo di flessibilità mentale, per non sopperire totalmente…al mercato del lavoro, già così critico!
E non stare a sentire uno che è sposato con una “maestra terrona”…si vede che ogni tanto alza il cicchetto
Ti abbraccio
ps.di pugliese ne ho sposato uno…evidentemente abitando qui a Milano era inevitabile
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Ciao Micaela, che bello rileggerti
Hai ragione non bisogna generalizzare… Tua mamma è una persona splendida e tu sai benissimo quanto ci manca lavorare con lei.
E’ vero la libertà di opinione significa anche sopportare le stronzate altrui, ma quando a spararle è un ministro della Repubblica, beh una risposta in qualche maniera va data.
Buona estate
Il piacere è mio…come sai ho dovuto, seppur a fatica, riemergere dal mio dolore fisico e non.
Concordo nell’opinione su Bossi, ma credo sia difficile decretare a chi dare il “mongolino d’oro” per la sparata più grossa (Di Pietro docet).
Purtroppo la colpa è anche di noi italiani, che siam pronti sempre a lamentarci, ma poi non facciamo nulla per migliorare la nostra già deprecabile situazione politica (leggasi una maggior partecipazione) e, alla fine, ci troviamo a rivotare sempre le solite 4 facce di gente appartente al paleolitico (vedi la Spagna di Zapatero con metà classe politica in ” rosa”).
Ricambio l’augurio di una serena estate!
Sono più d’accordo sulla faccenda degli insegnanti che non su quella dell’Inno. Curioso che a sinistra se ne ricordino proprio adesso. Normalmente, contro l’Inno di Mameli da loro arriva una gragnuola di (giusto) biasimo.
Forse Bossi non ricorda che il nord si muove grazie anche e soprattutto a noi del sud ai nostri operai e insegnanti.
La fiat regge sulle spalle dei calabresi, campani, lucani………..isole comprese!!!
Non gli riesco neanche a trovare l’attenuante della sua malattia perchè queste minchiate le sparava anche prima!