Fare disinformazione ad arte? Una vera schifezza!

23 ottobre 2008 by: Liborio Butera

Mi chiedo cosa possa spingere un’intera Redazione giornalistica a raccontare un’altra realtà pur di sminuire la notizia che 500 mila persone durante il giorno hanno manifestato democraticamente a Roma contro i corposi tagli all’istruzione pubblica? Lei direttore Mulè di Studio Aperto, potrebbe spiegarci perché lo ha permesso? Ma più che altro mi piacerebbe sapere come ci si sente quando un’altra trasmissione, prodotta anch’essa da Mediaset, come Striscia la Notizia, scopre la magagna è svela all’universo creato che quel servizio era taroccato? Quando qualche volta capita a me qui, su questo blog, di scrivere una castroneria o un’inesattezza (in buona fede, ci tengo a precisarlo) e qualcuno me lo fa notare, nel mio piccolo mi sento una merda, lei nel suo “grande” come si è sentito? E glielo chiedo, badi bene, non perché sono un bolscevico rivoluzionario, ma perché sono uno spettatore del suo TG, uno spettatore da oggi un po’ più deluso!

Comments

7 Responses to “Fare disinformazione ad arte? Una vera schifezza!”
  1. ComuniC@lo scrive:

    Libò, cambia Tg… Ma se proprio devi vedere Studio Aperto sintonizzati alla fine, quando mostrano tette e culi delle veline…

  2. Liborio Butera scrive:

    Calò, per quale moti pensi che io lo guardi? :D

  3. luca scrive:

    in realtà non lo si può definire un telegiornale, è un magazine “gossipparo” con piccoli intermezzi di notizie reali…

  4. GIUSEPPE scrive:

    La definisci redazione girnalistica?????
    Quello è un circo e sinceramente ancher chi da il placet per mandare in onda spazzatira è fuori di testa!
    Come non essere in sintonia con il commento numero 1???? :-) )))

  5. Tommaso Farina scrive:

    Fortuna che dall’altra parte arrivano interventi che ristabiliscono la par condicio del ridicolo:
    http://precariliguria.blog.kataweb.it/2008/10/22/cobas-scuola-berlusconi-va-alla-guerra/

  6. Liborio Butera scrive:

    beh, Tommaso non è una gara a chi la spara più grossa, ma piuttosto si tratta di etica professionale. Da brillante giornalista quale sei, come giudichi il servizio di Studio Aperto?

  7. Tommaso Farina scrive:

    Un bello scivolone, non c’è che dire.

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