Scuola – Ecco gli indirizzi dei nuovi istituti tecnici

10 novembre 2008 by: Liborio Butera

La riforma della scuola è bipartizan dunque voluta sia da destra sia da sinistra che dal centro, lo dimostra il Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico. Come avrete modo di vedete tale Piano si rifà anche al ministro Fioroni soprattutto nella parte che riguarda il superamento della licealizzazione degli istituti tecnici passando (giustamente) dal rafforzamento degli insegnamenti scientifici e tecnologici e ridando la centralità ai laboratori.

Però proprio sui laboratori pare che ci sia la volontà del legislatore (sulla spinta di qualche tecnico del ministero) di sottrarli a chi in questi anni li ha gestiti con successo, ovvero i docenti di laboratorio, per affidarli ai docenti teorici. Laboratori – che a nostro modo di vedere – partirebbero con un grave handicap perché privati della figura centrale di tale attività didattica.

Per capirci faccio un breve esempio: immaginate un laureato in ingegneria che il suo percorso formativo non prevede l’utilizzo di macchine utensili e si trova per effetto della riforma a dover gestire il laboratorio di meccanica che prevede tra le altre cose proprio l’utilizzo di tali macchinari. Oppure provate a pensare ad un docente di alimentazione che deve insegnare anche cucinare nelle scuole alberghiere, ne verrebbe fuori un bel pastrocchio a scapito ovviamente del discente.

Di questo parleremo sicuramente più avanti cercando di raccontarvi le varie fasi del processo riformatore voluto dal governo e commentando direttamente gli atti ufficiali, come questo che vi mostriamo e che riguardano i futuri istituti tecnici che saranno così suddivisi:

Settore economico:
1) Amministrazione, finanza e marketing;
2) Turismo;


Settore tecnologico:
1) Meccanica, Meccatronica ed Energia;
2) Trasporti e Logistica;
3) Elettronica ed Elettrotecnica;
4) Informatica e telecomunicazioni;
5) Grafica e Comunicazione;
6) Chimica, Materiali e Biotecnologie;
7) Tessile, Abbigliamento e Moda;
8) Agraria e agroindustria;
9) Costruzioni, Ambiente e Territorio.

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