Risotto Day 3 Open Colonna Roma – L’esclusiva intervista di ARL ad Antonello Colonna

20 gennaio 2009 by: Liborio Butera



Antonello Colonna è un mito dell’alta ristorazione italiana, maoltre ad essere un magnifico chef, è  anche autore di diversi libri.  Noi lo abbiamo intervistato e con lui abbiamo parlato anche di scuola.
Proprio in questa materia la sua posizione non è proprio in linea con la nostra, ad esempio lui vorrebbe che le scuole alberghiere si trasformassero in “licei alberghieri” penalizzando dunque l’attività pratica di laboratorio. Posizione che va nella direzione opposta di quella di Stefano Bonilli [link] ma anche della nostra, ma posizione che rispettiamo perchè arriva da uno dei più grandi tra gli addetti ai lavori, voi cosa ne pensate?

Fatta questa breve introduzione passiamo dunque al racconto del nostro pomeriggio capitolino after Risotto Day. Usciti dall’Open Colonna e salutati gli amici, ci siamo diretti verso Piazza Navona. Vicino alla magnigica piazza c’è la seconda tappa consigliaci da Tommaso Farina, RosticceRì, “Alta cucina a portar via” di cui lo stesso ha dedicato un dettagliato post che vi invitiamo a leggere [link].

Raggiunta, dopo una bella e piacevole passeggiata, abbiamo degustato un’ottima focaccia infarcita con una straordinaria porchetta, una vera goduria per il nostro, peraltro già soddisfatto, palato; da bere l’ottima ragazza, supponiamo responsabile del punto vendita, ci ha consigliato una birra artigianale prodotta da uno dei mastri birrai della Capitale, davvero degna di nota. Buonissima l’accoglienza, ottima l’ospitalità, ci siamo sentiti davvero a casa.

Ma come avrete letto da Tommaso, RosticceRì non è solo focaccia e porchetta, ma molto altro ancora, ma la nostra tappa nella Capitale non poteva saltare un gustoso panino con la porchetta come solo a Roma sanno preparare.

Comments

6 Responses to “Risotto Day 3 Open Colonna Roma – L’esclusiva intervista di ARL ad Antonello Colonna”
  1. Carlo scrive:

    Ciao Liborio
    l’intervista allo Chef Manager mi ha provocato sono un itp (insegnante tirstemente precario:
    Come sarebbe il percorso se non ho capito male prima cinque anni di liceo alberghiero e poi a lavorare senza aver fatto lezioni di pratica?
    Forse oltre a non aver fatto risotti in 20 anni lo Chef è abituato a frequentare locali altolocati dove il personale è qualificato e diplomato alberghiero “tradizionale” perchè girando un pò (anzi poco) ci si rende immediatamente conto……….
    E poi scusate non tutti frequentano l’alberghiero come ultima spiaggia è questione di doti e di passione e di scelte nella vita ho imparato a non giudicare le persone per il titolo di studio,
    Una domanda permettetemi il titolo conseguito diventerebbe “Chef Manager” anzichè Tecnico delle attività alberghiere o qualcuno ha delle alternative.
    La scuola ben strutturata dovrebbe avere maggiori risorse umane e finanziare e maggiori sbocchi e specializzazioni per il turismo e il settore alberghiero-ristorativo-alimentare, questo è il minimo investimento per garantirire al turismo estero e nostrano un adeguato biglietto da visita da poter mostrare con la tranquillità di chi sa fare bene il proprio lavoro.
    Poi visto che saranno tutti chef manager chi ci starà dietro i fornelli a friggere, a pulire i carciofi, al bar fare cocktails e cioccolata calda, in sala porzionare arrosti e pesce.

    Mah???

    Ciao

  2. Liborio Butera scrive:

    In effetti Carlo la penso esattamente come te

  3. luca scrive:

    io invece volevo notare le doti da giornalista di Liborio…

  4. Grazie per averci risposto.
    ho già contattato Carlo per un incontro insieme,il quale ci ha proposto una serata a Biella.
    Noi siamo a vostra completa disposizione per sapere il giorno e l’ora. Grazie ancora

    Paolo