Prima manipolo l’opinione pubblica poi distruggo la Scuola

18 maggio 2009 by: Liborio Butera

Come in ogni elezione che si rispetti, sembra riecheggiare fra le quattromila mura dei Palazzi Alti del potere una vecchia frase, a suo tempo pronunciata da qualcuno: “Ora che l’Italia è fatta, bisogna fare gli italiani”. L’Italia esiste già da un bel pezzo ma chi la abita sa tutto ciò?

Ogni volta, all’ombra di quei cipressi funerei delle elezioni, si affaccia il fantasma denigratorio; cioè un lenzuolo macchiato delle magagne italiche che qualcuno cerca di spalmarci sopra, per evidenziare solamente ciò che più fa comodo. E l’intento è quello di “rifare” ogni volta gli italiani o meglio l’opinione pubblica del Belpaese.

Riflettiamo sulle riforme. Ognuna di esse è preceduta da una campagna mediatica che delegittima il settore in questione.

Prendiamone una a caso: la scuola. Si iniziò con gli episodi di bullismo trovati su You Tube, finendo per martirizzare sulla graticola di S. Lorenzo gli insegnanti, solo perchè alcuni, fra gli 800 mila che ogni giorno svolgono onestamente le proprie mansioni, sono stati trovati con le mani nel sacco a compiere qualche bruttura.

L’opinione pubblica dunque è “fatta”, quindi al via la riforma “epocale” con il consenso generale (o generalizzato?). Ma di epocale ci saranno solo i tagli delle risorse, per il fine di consegnare al Paese una scuola “povera” di denaro e di scrupoli.

Le famiglie, per potersi permettere le pochissime attività laboratoriali sopravvissute al “ciclone riforme”, saranno costrette a pagare tasse di iscrizione altissime.

Però, molto spesso, questi genitori preferiscono sborsare salato, perché fuorviati dalla televisione e dalla carta giornalistica (quella però “straccia”), che hanno riportato solo ciò che più faceva notizia . Quindi, se tanto ci da tanto, le gelminate vengono reputate la giusta soluzione, perché si è rimasti esterrefatti per un professore che fumava in classe oppure per un’insegnante su 800 mila palpeggiata da uno studente.


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