Carne e dintorni
23 maggio 2009 by: Liborio Butera

Nella puntata di Report andata in onda il 17 Maggio, si è parlato di carne e di allevamenti. Le stime sul consumo di questo alimento si basano sulla tipologia e, ovviamente, sulle possibilità che ciascuno di noi ha per l’acquisto di carne di qualità. Ma quando si mangia questo alimento, non ci si rende spesso conto della filiera che sta a monte di una buona bistecca, per non parlare delle conseguenze che tale processo apporta nell’ambiente.
I punti salienti della puntata sono stati i seguenti. In media, in Italia siamo 60 milioni di abitanti. Si consumano circa 500 milioni annui di polli, 4 milioni di bovini, 13 milioni di suini e comunque si “arrotonda”, importando carne dall’estero (con tutto il suo fardello di incertezze sulle tecniche di allevamento). Nel mondo siamo 6 miliardi e mezzo ma la distribuzione di questo alimento, come sappiamo, non è equa. Quindi c’è chi ne mangia in quantità esagerata e chi, al contario, per nulla.
Ma oltre al rischio dell’aumento della soglia di povertà e quindi dell’impossibilità di acquistare carne per un maggior numero di persone, l’allarme proviene dall’inquinamento, in particolar modo dai gas serra. Fao, Onu e Ipcc affermano che il 18 % di quesi gas, responsabili in parte dei cambiamenti climatici, provengono dagli allevamenti. Infatti, per produrre un chilo di carne bovina, occorrono 15.000 litri di acqua ed i cereali consumati sono dieci volte il peso dell’animale.
Poi si ricorda l’uso di antibiotici per debellare le malattie negli allevamenti intensivi. Ma spesso, determinati metodi, che non tengono conto delle giuste norme igieniche e alimentari, sono la causa della moltiplicazione di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici stessi, con la conseguente elevata mortalità degli animali e la diffusione di patologie trasmesse all’uomo. Chi consuma eccessivamente carne, rischia l’obesità, le patologie coronariche e quant’altro. Un altro problema dell’allevamento animale è lo smaltimento dei liquami, che provocano l’inquinamento delle acque.
In pratica, per mangiare carne dobbiamo fare i conti con tutto il processo produttivo, che parte da una tipologia di allevamento che andrebbe rivisto e modificato. Nella tutela e nel rispetto dell’ambiente e di conseguenza dell’uomo, produttore e consumatore.



