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Precari- Blocco delle graduatorie ad esaurimento, facciamo il punto

Siamo stati noi per primi a riportare la notizia, mentre altri portali più titolati ci prendevano in giro. Ci riferiamo al blocco di un anno delle graduatorie ad esaurimento, come anticipato appunto da noi, inserito nel decreto milleproroghe.

Nell’ultima versione del decreto legge pero’ non compare la proroga delle graduatorie a esaurimento inizialmente approvata dal governo. E’ ipotizzabile che possa essere reintrodotta in sede di conversione. Ulteriori aggiornamenti saranno pubblicati non appena ci sarà inviato il testo approvato. (Docenti Scapigliati°

Ma vediamo comunque di fare il punto della situazione grazie al contributo dei precari alessandrini:

La normativa attualmente in vigore preclude ai precari la possibilità di cambiare provincia inserendosi a pieno titolo nella graduatoria a esaurimento della provincia di arrivo. Ma consente agli interessati di ottenere l’inserimento in coda alle graduatorie a esaurimento di altre 3 province. In pratica, dunque, il docente precario già inserito in una graduatoria a esaurimento, non può uscire dalla graduatoria di appartenza per andare nella graduatoria di altra provincia a pieno titolo. Ma ha diritto ad essere inserito in coda nelle graduatorie di altre 3 province.

Questa preclusione ha suscitato un forte contenzioso. E il Tar del Lazio ha dato sistematicamente ragione ai precari che hanno chiesto l’inserimento a pettine anche nelle graduatorie di coda. E quindi il legislatore è intervenuto con una interpretazione autentica della normativa che dispone il divieto di mobilità. Ribadendo tale preclusione fino a quest’anno. E disponendo la riattribuzione del diritto alla mobilità da settembre 2011. Ma il governo ha disposto con il milleproroghe che i trasferimenti da una provincia ad un’altra non si faranno neppure quest’anno. E ha rimandato tutto all’anno prossimo. Nel frattempo, però, il Tar del Lazio, con l’ordinanza n. 230 del 5 febbraio 2010, ha ritenuto non manifestamente infondata una questione di legittimità costituzionale, presentata da alcuni ricorrenti. Che riguarda proprio la norma sull’inserimento in coda nelle province diverse da quella di appartenenza del precario interessato. E se la Consulta dovesse dichiarare l’incostituzionalità della norma contro il pettine, i precari avrebbero gioco facile a pretendere di essere inseriti a pettine nelle 3 graduatorie di coda delle ulteriori province dove risultano attualmente. E quindi si verificherebbe una sorta di copresenza a pieno titolo nelle graduatorie di 4 province contemporaneamente. Le sezioni unite della cassazione, peraltro, hanno ricordato di recente che il giudice al quale bisogna chiedere giustizia in materia di graduatorie non è il Tar, ma il giudice ordinario. Ma la legge prevede che, anche se il giudizio principale si estingue (nel nostro caso quella davanti al Tar) la pronuncia della Corte costituzionale vale lo stesso. E quindi se la Consulta deciderà in favore dell’inserimento a pettine, l’amministrazione dovrà adeguarsi.

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