Gli italiani ritornano a lavorare la terra (finalmente)


Gli italiani ritornano alla terra, sia per lavoro sia per passione. Repubblica di oggi dedica un ampio servizio al tema, firmato da Jenner Meletti e Carlin Petrini, che analizzano il fenomeno dei Comuni rurali dove la popolazione è in crescita (+3,6% rispetto al 2001) e dove sono anche in crescita i redditi delle famiglie. Tra i progetti più interessanti ecco poi spuntare i Gat, ossia l’acquisto di quote di terreni e poderi da affidare ai giovani contadini, che le ripagheranno attraverso il frutto del loro lavoro. In attesa dei primi dati del censimento Istat sull’agricoltura che sarà diffuso a giugno, da altre indagini si evince come ormai l’agricoltore tipo sia suddivisibile in due categorie: il tradizionale che solitamente è un pensionato il quale si avvicina alla terra per la coltivazione e si impegna nell’acquisto di un terreno; dall’altro lato, il neofita che solitamente è tra i 40 e i 59 anni, spende di più per il suo podere che nella maggior parte dei casi è frutto di un’eredità. “Per tornare alla terra – commenta Carlin Petrini – non è sufficiente volerlo: bisogna essere preparati, si dovrebbe essere aiutati da incentivi e agevolazioni che non ci sono”. Intanto in questo weekend, nel Castello di Masino si apre la kermesse florovivaistica “Tre giorni per il giardino” promossa dal Fai e ideata da Paolo Pejrone e Marella Agnelli. “E’ la nostra battaglia per la sostenibilità” dice a Repubblica Pejrone che in questi giorni torna nelle librerie con La pazienza del giardiniere (Einaudi) uscito per la prima volta nel 2009.

via Club di Papillon


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