Il caffè è salutare, ma costa sempre di più

A dimostrarlo un maxi studio americano su 400mila soggetti coinvolti che pensavano di avere un cattivo stile di vita. Il risultato, però, è stato opposto a quanto ipotizzato all’inizio: nei soggetti sani, chi beveva tra 3 e 4 tazze al giorno diminuiva la mortalità del 10%.

Questa è una bella notizia dopo che la società italiana di medicina del sonno ha spiegato che questa bevanda non ha effetto nel prevenire i colpi di sonno: la quantità di caffeina presente in una tazzina infatti non è sufficiente ad avere un effetto sul guidatore. (Corriere della Sera di domenica e di oggi, da cui è tratta la foto). Per di più la classica tazzina rischia di diventare ancora più cara: il continuo aumento della materia prima ha spinto la Confesercenti di Piacenza a chiedere un ulteriore aumento al banco fino ad arrivare a 1 euro e 20.

Sempre in tema caffé i classici bicchierini in plastica (insieme a bicchieri e piatti monouso) si potranno finalmente gettare nei contenitori “Plastica” della raccolta differenziata grazie a un accordo tra Anci e Consorzio degli imballaggi (Conai) per il recupero della plastica. (La Stampa di oggi). Ma anche nel campo caffé in capsula si registrano novità: la Vergnano potrà continuare a produrre le sue capsule che si adattano anche alle macchine commercializzate dalla Nestlè con il marchio Nespresso. Lo ha stabilito il Tribunale di Torino, che ha però obbligato l’azienda piemontese a modificare le etichette, per aggiornare le indicazioni di compatibilità dei prodotti.

via Club di Papillon

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