PRECARI DELLA SCUOLA, EUROPARLAMENTARI INTERROGANO COMMISSIONE: STOP ALLA MANCANZA DI TRASPARENZA DELLA P.A.

Opportunamente informati da Adida, gli europarlamentari Uggias, Vattimo, Rinaldi e Zanoni (Italia dei Valori) hanno depositato un’interrogazione alla Commissione Ue a proposito della conformità della legislazione italiana alla normativa UE in materia di trasparenza ed accesso agli atti della P.A.

“Dalle stime delle associazioni di categoria – è scritto nell’interrogazione – si calcola che in Italia vi siano circa 40.000 docenti precari non abilitati (c.d. III fascia) in servizio nelle scuole italiane di ogni ordine e grado”.

Gli eurodeputati chiedono di trovare una soluzione per la “lesione delle aspettative e degli interessi legittimi di categoria” lamentata da circa 10.000 docenti precari non abilitati – per il tramite delle loro associazioni rappresentative – a seguito del decreto n. 249/2010 emanato dal MIUR ed afferente l’istituzione del Tirocinio Formativo Attivo (TFA), con accesso a numero programmato.

Dopo la presentazione al Ministero dell’Università, da parte delle citate associazioni, di “un’istanza di accesso agli atti concernenti la fase istruttoria del decreto contestato”, dinanzi al silenzio del MIUR, l’Associazione Adida aveva proposto ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio.

A fronte del rigetto del predetto ricorso nonché dell’appello presentato al Consiglio di Stato, gli europarlamentari sollecitano e chiedono alla Commissione Europea di “conoscere se la legislazione italiana vigente – ed in particolare a legge 241/1990 – in forza della quale sono state adottate le decisioni sia dell’organo ministeriale sia degli organi giurisdizionali interpellati, sia conforme alla normativa comunitaria ed in particolare al principio di trasparenza della P.A. sancito dall’art. 41 della Carta dei Diritti Fondamentali UE ed dall’art. 15 TFUE”.

Siamo certi che con questa interrogazione sarà sollevato un dibattito assai utile a sciogliere quei dubbi circa l’errata istruttoria che ha segnato in modo negativo l’iter di approvazione dei Tfa ordinari e speciali, profondamente viziato e condizionato, a nostro avviso, da dati assai discordanti, se non inattendibili.

Valeria Bruccola

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