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Il carbone della Befana per gli scatti annullati. La norma che li taglia

Tutto è cominciato quattro mesi fa con l’emanazione del Dpr  4 settembre 2013, n. 122, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre ed entrato in vigore il 9 novembre scorso.

Quel dpr conteneva il “Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti, a norma dell’articolo 16, commi 1, 2 e 3, del DL 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.”

Nessuno si era accorto dell’insidia che conteneva, ad eccezione (ovviamente) del Ministero dell’Economia e Finanze che il 27 dicembre scorso ha emanato una nota applicativa.

La nota n. 157 precisa che il 2013 non è utile per la maturazione del passaggio di gradone e che, quindi, i passaggi effettuati nell’anno 2013 sono revocati, con la conseguenza che “Per il personale che prima dell’applicazione risultava con maturazione della progressione economica nel corso dell’anno 2013 sono stati accertati crediti erariali che verranno recuperati con rate di importo fisso lordo di € 150,00 fino a concorrenza del debito.”

La Flc-Cgil ha fatto due conti:

Chi è scattato a gennaio 2013, già con un anno di ritardo (blocco 2012), ha avuto solo ad aprile 2013 l’attribuzione degli scatti con arretrati, a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell’anno 2013.
Chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, sempre con differimento di un anno, a gennaio 2014 verrà retrocesso come posizione stipendiale e dovrà restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. In questo caso solo a settembre 2014 avrà lo scatto a causa del congelamento degli anni 2012 e 2013.
Tutti i lavoratori interessati troveranno inserito nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito.

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