C’ERA UNA VOLTA UN ANGOLO DI PARADISO CHIAMATO MINOA

Sono particolarmente colpito da quello che sta accadendo ad Eraclea Minoa e da quante persone in questo periodo abbiano a cuore le sorti di quella che, a parere di tutti, era una delle più belle spiagge della Sicilia se non del mondo.
Tutti sono in fermento e in agitazione per cercare di salvare il salvabile.
Non c’è politico, TV o associazione ambientalista che abbia promesso il suo impegno per salvare Minoa.
Questo è, a mio avviso, un buonissimo punto di partenza dopo anni e anni di totale indifferenza al problema.
Dubito però che si possa trovare una soluzione valida al problema senza prima analizzare le vere cause che hanno determinato i fenomeni oggi in atto.
Perché a volte non è facile intervenire in contesti così delicati e spesso si rischia che la soluzione è peggiore del male vedi l’intervento degli anni passati della copertura in plexiglas del teatro greco di Minoa che invece di preservarlo lo ha irrimediabilmente deteriorato.
Molti, vista la mia professione di ingegnere, mi chiedono cosa si possa fare per risolvere nell’immediato il problema ad Eraclea ed io sinceramente non so cosa oggi si possa fare. Sicuramente non si è fatto nulla in passato e certamente non andavano distrutte le dune costiere che in Natura hanno proprio la funzione principale di difesa della costa. Riporto un estratto della definizione di DUNA riportata su WIKIPEDIA è che ognuno può leggere se vuole nella sua interezza che a mio avviso spiega tutto.

“IMPORTANZA DELLE DUNE COSTIERE E LORO CONSERVAZIONE”

Le dune costiere, oltre a rappresentare un importante ecosistema meritevole di conservazione, svolgono un ruolo importante nella difesa della costa dall’ingressione del mare. Sono infatti un ostacolo fisico al suo avanzamento e costituiscono un consistente deposito di sabbia che può ripascere naturalmente la spiaggia dopo che le mareggiate invernali hanno distrutto la spiaggia ed intaccato la duna stessa. Le dune costiere sono uno degli ambienti naturali più minacciati, perché il turismo balneare le considera un inutile ingombro. Centinaia di chilometri di coste hanno già perduto ogni naturalità e al posto delle dune sorgono edifici costieri, strade, parcheggi, stabilimenti balneari. Pochi sistemi dunali si sono conservati dove l’utilizzo della spiaggia si è mantenuto più a lungo sostenibile. Anche in questi luoghi, tuttavia, la distruzione avanza: anno dopo anno le concessioni demaniali aumentano e i gestori ampliano poco alla volta lo spazio occupato dalle loro attrezzature. La stessa pulitura dell’arenile con mezzi meccanizzati porta alla sparizione delle dune.”
Penso che dopo questa definizione ognuno di noi inizierà a dare le colpe a destra e a manca, ai politici che non hanno fatto, ai gestori degli stabilimenti e chi più ne ha più ne metta, io penso che tutti noi siamo un po colpevoli di quello che oggi sta accadendo a Minoa perché anche se direttamente non abbiamo fisicamente distrutto nulla non abbiamo fatto nulla per proteggere e preservare un ecosistema unico rappresentato dalle Dune Costire formatosi in migliaia di anni e che noi in meno di cinquantanni abbiamo irrimediabilmente distrutto.
Non me ne voglia nessuno ma a mio avviso ormai è tardi ed il personale è perso.
Allego una rara foto del 1958 delle splendide Dune di Minoa, che io non ho potuto, come tanti, vedere dal vivo e che rendevano la nostra spiaggia un vero angolo di paradiso amata dagli stranieri che purtroppo noi tutti abbiamo in poco tempo distrutto e che nessuno ha mai protetto.

Ing. Nino Gambino

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