Le strade agrigentine sono al limite del praticabile

In questi giorni si sta consumando un’aspra polemica fra il governo regionale siciliano e l’opposizione. Quest’ultima attacca il governo Musumeci perché non avrebbe previsto le somme necessarie per il ripristino della pavimentazione stradale delle vie di collegamento agrigentine che versano in uno stato pietoso, al limite del praticabile.

Le strade e le infrastrutture sono assolutamente fondamentali per il rilancio economico di un territorio e quelle agrigentine ahimé sono davvero ridotte male, anzi malissimo. Basta percorrere una strada qualsiasi che collega Cattolica Eraclea con i comui confinanti per capire che la situazione è grave assai e purtroppo non sono le uniche.

Il manto stadale in moltissimi punti si presenta in condizioni penose e pericolose per chi le percorre. Buche, avvallamenti e in diversi tratti perfino piccole frane. Per non parlare poi dei collegamenti in provincia. La statale 115 trafficatissima e a doppio senso di marcia non solo rende i collegamenti difficili, ma in alcuni tratti è pericolosissima, andrebbe quantomeno raddoppiata e andrebbe fatto alla svelta.

Il rilancio del territorio passa dalle infrastrutture

Forse oltre alla cattiva programmazione politica è anche a causa della viabilità che la provincia di Agrigento negli ultimi anni sia sprofondatain fondo alle classifiche che stimano la qualità di vita e il reddito procapite e dire che le bellezze paesaggistiche e i monumenti non mancano.

L’agrigentino non avrebbe da inviare niente a nessuno e invece con tristezza lo vedo spopolarsi di anno in anno e al contempo crolla il valore del mercato immobiliare e quello dei terreni, chissà forse un giorno qualche multinazionale deciderà di investire proprio in queste zone, acquistando a basso costo terreni per poi rivenderli a prezzi altissimi, chissà se si tratterà di benefettori o di speculatori, sarà il tempo a darci le risposte.

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