La tecnologia incalza il nostro vino.

I progressi scientifici e tecnologici, ci stupiscono per le loro continue novità nel campo della ricerca e della produzione di strumenti sempre più all’avanguardia. Per rendercene conto basta pensare a quante diavolerie elettroniche, nel giro di pochi anni, sono state inventate e che hanno contribuito a mutare radicalmente alcune nostre sane abitudini. In questi giorni è stato commercializzato un particolare strumento destinato a stravolgere quanto si stava consolidando negli ultimi anni. I giapponesi, si, sempre loro, hanno inventato un congegno elettronico, in grado di mutare una delle mode più chic che si è diffusa negli ultimi anni: quella del sommelier fai da te. Com’è noto, in Italia è scoppiata una vera e propria passione per il vino. In larga parte, il successo è derivato dalla bontà dei vini italiani, ma anche da una riuscita associazione del nettare d’uva alla musica, ovviamente alla cucina, alla letteratura e a tutto ciò che fa chic. E’ diventata una moda molto diffusa, io stesso, nonostante quasi astemio, ne sono rimasto affascinato. E ho attrezzato la mia piccola cantina  dotandola di bottiglie di un certo pregio. Inoltre, come tutti gli appassionati, ho sostituito i vecchi bicchieri con quelli a forma di “boccia”,  in gergo conosciuti come: “balun”. Vista la passione ho ricevuto in regalo il set di accessori che contiene: un cavatappi-apribottiglie,  un termometro per la temperatura giusta del vino, un versa vino, un salva-goccia, un tappo a cono, insomma non mi manca nulla per fare la mia bella figura. Certamente stappare una buona bottiglia d’annata riesce a compensare anche l’eventuale assenza di accessori. Per produrre del vino pregiato, occorrono però anni d’impegno e sacrificio, oltre che ad una buona dose di bravura. Il processo è lungo e tortuoso, infatti, il vino si lascia riposare in botti di rovere, in luoghi freschi ed asciutti ma soprattutto si deve scegliere il vitigno giusto, coltivarlo in zone collinari ventilate e tutta una serie di accorgimenti che alla fine garantiscono l’ottima qualità. Ma i giapponesi, con la loro tecnologia, sono riusciti ad inventare un marchingegno in grado di trasformare, attraverso una scarica elettrica, del vino banale e fresco, in vino invecchiato carico di “stoffa e persistenza” e persino dotato di quel bouquet  di odori e sapori che inebriano il gusto e l’olfatto. Dopo aver lanciato sul mercato oggettistica trash di vario tipo, questa volta sembrano intenzionati a colpire uno dei settori che, in Italia,  da solo riesce a fare sistema. Ricordo ancora alcuni oggetti ideati e commerciati dal popolo del sol levante che per fortuna non hanno avuto grosso successo, almeno qui da noi, come ad esempio il reggiseno autoscaldante, la tavoletta del water maculata e altre zozzerie simili. Continuando così riusciranno persino ad inventare qualche altra strana diavoleria in grado di sostituire la delicata rotazione ottenuta a colpi di polso che permette di verificare la consistenza del vino. FERMIAMOLIII!!!!

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