Sarà ascoltato il movimento “Fermiamo la Moratti”?


In un precedente post avevo apprezzato le parole pronunciate, in occasione del suo insediamento, dal neo ministro all’Istruzione Beppe Fioroni. Le sue affermazioni avevano risollevato il morale di noi insegnanti, ormai da tanto tempo piuttosto basso. All’ 11/o congresso nazionale della Uil-scuola sono seguite le dichiarazioni del viceministro Mariangela Bastico, l’unica a mio parere ad avere una conoscenza reale del mondo della scuola. Nel suo intervento si è, infatti, così espressa a proposito della riforma Moratti: "ci saranno delle modifiche importanti ma – ha proseguito – non ragioniamo nella logica abrogazionista totale per una ragione chiara e semplice: che metterebbe in difficoltà la scuola". Ha annunciato che prima di qualsiasi intervento riformista si sarà una fase interlocutoria con le varie figure presenti nella scuola e le parti sociali coinvolte. Parole sensate e giustissime: speriamo solo che gli interlocutori in questione non siano i soliti sindacati, figure sempre più scollate dalle reali esigenze dei lavoratori della scuola (mi riferisco ai sindacati confederali), mentre rischiano ancora una volta di non far sentire la propria voce le componenti del movimento “Fermiamo la Moratti”, composto da studenti, famiglie, insegnanti e tutte quelle componenti sociali che costituiscono la “base” del sistema formativo le cui esigenze spesso vengono del tutto disattese.

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