uno a te, un altro a te!

Il mondo della scuola era pronto ad accogliere Rosy Bindi e invece a sorpresa ecco Giuseppe Fioroni. Il nuovo ministro non si è mai occupato d’Istruzione; nel partito d’appartenenza, la Margherita, dirigeva il dipartimento degli enti locali. Nato a Viterbo il 14 ottobre 1958, laurea in medicina e chirurgia, specializzazione in medicina interna.  L’ormai ex Miur è stato diviso in due ministeri: Istruzione e Università e Ricerca, quest’ultimo affidato a Fabio Mussi diessino nato a Piombino (LI) il 22 gennaio 1948, laurea in filosofia, giornalista. La scelta di dividere in due tronconi il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, è stata aspramente criticata dai sindacati, ma sembra che la feroce corsa alla poltrona abbia portato a questa infelice soluzione. Panini CGIL sostiene: . Scuola e università devono far capo ad un’unica gestione perchè il sapere deve avere una politica globale, pur nel rispetto delle ovvie specificità". Altrettanto netto è il giudizio di Francesco Scrima, segretario nazionale di Cisl-Scuola: "L’istituzione che si occupa dell’educazione deve corrispondere al percorso di formazione. E la formazione non si ferma a livello di scuola primaria e secondaria perchè prosegue con il percorso universitario e l’intero arco deve avere una sua coerenza. Dividere il ministero risponde a esigenze di carattere politico, ma certamente non risponde a criteri giusti di gestione del percorso formativo". A queste autorevoli voci aggiungo la mia: la scuola non deve essere alla mercé della politica, bensì una risorsa per il Paese; istituire poltrone e poltroncine per saziare gli appetiti dei politici, la danneggia e la impoverisce.

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