Crisi – I politici non si tagliano lo stipendio e le pensioni saranno modificate così…

Prendiamo uno stralcio di un articolo del quotidiano Il Messaggero per portare all’attenzione degli amici di A Ruota Libera le probabili modifiche che il governo Monti, sostenuto – è bene ricordarlo – dal PDL e dal PD, farà alle pensioni. Ricordiamo inoltre che i signori politici che siedono in Parlamento hanno deciso di non “tagliarsi” la paga.

I punti. L’Esecutivo starebbe valutando i seguenti: scala mobile riconosciuta in una percentuale variabile fra il 75 e il 100% per le pensioni tra 950 e 1400 euro, salvataggio (ma con penalizzazioni) per chi era a sei mesi dal ritiro per anzianità. E poi niente Imu sulla prima casa sotto la soglia di 250 euro al mese.

Contributo solidarietà su pensioni alte e imposta capitali scudati al 3%. Le modifiche significano spese che in un modo o nell’altro dovranno essere recuperate da qualche altra parte. I tecnici del ministero dell’Economia stanno calcolando il gettito di un possibile contributo di solidarietà sulle pensioni più alte e/o su quelle baby. All’esame anche l’abolizione del tetto della minipatrimoniale sui titoli custoditi in banca e l’aumento al 3% dell’imposta sui capitali scudati. Ciò su cui sarebbe disposto a intervenire Monti, comunque, sarebbe ben al di sotto dei 5 miliardi che valgono le modifiche alla manovra chieste dai partiti.

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