Lo spread BTP – BUND è inarrestabile e continua a salire. Dopo la manovra lacrime e sangue ci sarà comunque il default (fallimento) dell’Italia?

Cari amici di A Ruota Libera, non abbiamo nemmeno avuto il tempo di riprenderci dalle fatiche delle festività natalizie che ci ritroviamo nuovamente nell’incubo spread BTP – BUND, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, sopra quota 500.

Lo spread a questi livelli determina di fatto un gradimento molto scarso dei titoli di stato italiani che per essere collocati devono essere resi appetibili garantendo interessi sempre più alti.

Il grosso problema è che interessi sempre più alti, in particolare sopra il 7% sono difficili da pagare, soprattutto per uno stato in difficoltà come l’Italia.

La speculazione sui nostri titoli di stato ci sta costringendo a pagare molti più interessi sul nostro debito e credeteci se vi diciamo che questa speculazione qualcuno l’ha organizzata.

Per mesi ci è stato ripetuto che il problema era la nostra politica, è stato quindi cambiato il Governo, è stata fatta una manovra lacrime e sangue che di fatto imporrà a tutte le famiglie di ridurre i consumi ma il problema spread e Btp rimane e preoccupa sempre di più.

Viene da chiedereci cari amici se tutti questi sacrifici stiano servendo a qualcosa. A noi pare di no. La finanza internazionale continua a speculare sul nostro debito e spietata com’è continuerà probabilmente a farlo fino a che non ci sarà il default dell’Italia.

La nostra colpa è stata quella di capire con pesante ritardo che qualcuno ad inizio 2011 ci aveva dichiarato guerra. Una nostra colpa ulteriore è stata quella di capire in ritardo che l’Europa in cui credevamo di essere e in cui credevamo di avere degli alleati non esiste e probabilmente non esisterà mai.

Per concludere, siamo sempre stati e saremo sempre un paese di sognatori. Speriamo sempre nel salvatore della patria ma non abbiamo ancora compreso che a noi italiani nessuno regalerà mai niente.

Intanto vi consigliamo una lettura, a scrivere sono docenti universitari così come lo è il professor Monti, ma evidentemente o sono più tecnici oppure più liberi, fate voi.

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