SOCIAL NETWORK “Giornalisti liberi”

Sono sempre più numerosi i giornali e i gruppi editoriali che si interrogano sull’utilizzo dei social network e decidono di imporre regole e restrizioni per il loro utilizzo da parte dei giornalisti. Caso più clamoroso, in Italia, quello della Rai: uno degli ultimi provvedimenti da direttore generale di Lorenza Lei è stata una circolare con cui si vietava ai dipendenti di viale Mazzini di parlare dell’azienda tramite Facebook e Twitter. Volgendo lo sguardo verso modelli un po’ più autorevoli, ci si potrebbe chiedere: come gestisce il rapporto con i social media uno dei colossi dell’editoria mondiale come il New York Times? La risposta, tranciante, arriva direttamente da uno dei suoi dirigenti, Phil Corbett: “In nessun modo. Non c’è nessuna regola”. Secondo Corbett, semplicemente, “i giornalisti devono essere consapevoi che il social media è un’attività pubblica e che la gente sa che lavorano per il Times, quindi le loro affermazioni vengono identificate con il giornale”. In parole povere, basta un po’ di buonsenso.

Il Fatto

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