X
    Categories: ricette

Ricette succulente – Riso al nero di seppia? No, semplicemnete riso nero integrale

Molti ancora non conoscono il gustosissimo riso nero, o meglio se ne conosce una sola varietà: il Venere. In realtà ve ne sono molte altre, forse ancora più pregiate. Io, ad esempio, vado pazzo per il riso nero integrale varietà Otello, ma qui gioco in casa, perchè a produrlo è il mio caro amico Carlo Zaccaria. Ormai affermatissimo in Italia ma anche all’estero, del resto chi produce alta qualità è giusto che abbia il meritato successo.

Ritorniamo, però, alla ricetta succulenta di oggi, ovviamente avete capito qual è l’ingrediente principale e quindi il riso nero integrale che utilizzo, la scelta non è casuale poichè l’amido costituito di amilopectina ne impedisce l’apertura del chicco anche in seguito a una lunga cottura, dunque non sgrana mai, cosa non da poco per questa tipologia di riso.

La preparazione è semplice: lo preparo come un risotto classico, con un brodino vegetale leggero (faccio bollire a parte una carota e un po’ di sedano) che aggiungo abbondandemente al riso . In una decina di minuti il riso è cotto, raggiunge quella croccantenza (dal cuore tenero) che adoro, ma va da sè che si tratta di gusto personale. C’è anche chi ama cuocerlo per più tempo. Appena cotto lo manteco con del parmigiano 36 mesi e lo “bagno” con un filo di olio extravergine d’oliva al tartufo.

Lo metto a tavola con una buona spruzzata di parmigiano 36 mesi (come da foto) e non potete immaginare la festa per il palato. Un piatto che consiglio anche perchè questa tipologia di riso è ricchissima di preziose sostanze nutritive, ma non solo, nella crusca contiene gli ntociani, ovvero gli antiossidanti idrosolubili appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, noti per essere presenti soprattutto nei frutti di bosco, ma pure nell’uva e nelle melanzane, alle quali conferiscono il loro caratteristico colore scuro. Secondo una ricerca americana condotta dagli scienziati dell’Università della Louisiana sarebbe un ottimo antitumorale. Meglio di così…

Liborio Butera:
Related Post