PAS vs TFA – Risposta alla Gent.ma Prof Sara Piersantelli. Scrive Dott. Ing Davide Fabris..ma non ancora Prof

Cara Prof Sara Piersantelli non so se si rende conto della gravità di quanto da Lei affermato. Quando mai si abbonano domande inesatte in un test a crocette? Come può Lei quantificare l’effetto psicologico di trovarsi ad affrontare quesiti non corretti e quindi lesivi per la dignità dell’esaminando? Con quale criterio si può poi procedere ad una valutazione che abbia un minimo di credibilità? In quel famoso test c’era persino Anna Maria Ortese, autrice immensa, non catalogabile e che certamente si sarebbe stupita di essere finita in una selezione di qualunque genere.
Per il resto non mi esprimo, strano che però dei contenuti effettivi del corso seguito nemmeno Lei accenni minimamente nel suo intervento.
Sono invece alquanto perplesso riguardo alla vostra età anagrafica che mi pare un poco elastica, in certe occasioni siete neo laureati, mentre in altre dichiarate di appartenere anche voi a quel vecchiume scolastico in cui ci identificate. Se le cose stanno come Lei dice, oltre a non aver permesso ai giovani laureati di abilitarsi, perché questa paura di essere scavalcati? Da chi? Perché dunque Lei trova tanto scorretta la nostra richiesta di avere corsi all’altezza e che, tra l’altro,siano effettivamente utili?
Non mi parli poi di buone maniere, non ho mai sentito offese tanto generaliste come quelle lanciate da chi dice di rappresentarvi.
Disquisite, vi strappate le vesti sui PAS senza che questi siano partiti; mi pare una situazione molto simile alle Nuvole di Aristofane, come si può denigrare qualcosa che ancora non è in essere?
Vi siete impadroniti del vocabolo merito, è diventato un vostro mantra a cui aggrapparsi in ogni occasione. Professoressa si è mai chiesta quanti di noi hanno superato esami di uguale difficoltà, dottorati, esami di stato e non vedono riconosciuti i propri diritti? Mi scusi, ma io non credo che due punti in più su una graduatoria rendano giustizia del lavoro svolto e giustifichino una nuova selezione iniziale a crocette.
Era appena di ieri il vostro sdegno per l’assegnazione delle cattedre a docenti non abilitati, ma il vostro furore evidentemente non è stato di uguale portata quando durante il tirocinio Lei ha parlato di un giusto cameratismo, allora la nostra esperienza evidentemente faceva comodo.
Mi chiedo inoltre dove era il suo rammarico quando nella primavera scorsa già si annunciavano i percorsi speciali, proprio nei medesimi giorni in cui veniva approvato il TFA ordinario. Le critiche su di noi sono piovute solo dopo che furono espletate le tre selezioni, cioè quando Lei ed i suoi rappresentanti vi siete trovati dentro quel sistema che ora dite di voler cambiare.
Io, gentile Professoressa, non temo i concorsi e spero nel futuro di poter dimostrare le mie competenze ed abilità d’insegnante. La valutazione del merito, se mai ne ho avuto o ne avrò qualcuno, la lascio ai miei studenti, alla Dirigenza ed ai miei colleghi.
Quello che invece non mi auguro è questa stagnazione tutta italiana, dove per raggiungere una cattedra si devono seguire corsi e corsetti o lavorare pro gloria Dei in qualche scuola paritaria al fine di ottenere gli agognati punticini.
La vostra richiesta di graduatorie differenziate mi pare invece dia già per scontato questo sistema attuale ed, anzi,cerchi di sfruttarlo a proprio unico vantaggio. Capisco che il fine giustifica i mezzi, ma ad oggi non riesco a trovare alcun segno di civiltà nei continui attacchi, nelle stupide offese personali rivolte a chi è insegnante come voi.
Sicuro, a discapito di quanto mi tocca leggere, di non essere una delle piaghe d’Egitto la saluto cordialmente

Dott. Ing Davide Fabris..ma non ancora Prof.

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