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Àmati – Finalmente il cibo come terapia

Siamo ciò che mangiamo dunque se mangiamo sano e genuinone guadagneremo anzitutto in salute. Questa filosofia (finalmente) sta prendendo sempre più piede fra i ristoratori attenti alla salute dei loro clienti e pure alla loro. Salute e ristorazione sono senza dubbio un connubio vincente, anche un’idea imprenditoriale destinata al successo. E c’è chi ha pensato bene di svilupparla: in Italia stanno nascendo i ristoranti dove il cibo (tutto) ha una funzione terapeutica. Àmati è il nome del progetto lanciato dall’imprenditore Marzio Nocchi e dalla figlia Flaminia e presentato oggi sulle pagine della Stampa in un ampio articolo firmato da Michele Brambilla, che anticipa il lancio ufficiale in occasione di Golosaria. La filosofia è semplice e rivoluzionaria al tempo stesso: mangiar bene per stare bene. “Saranno ristoranti soprattutto per il pranzo – spiega Nocchi  sulle pagine de la Stampa – i cibi saranno in vista, il cuoco spiegherà ai clienti cosa sta facendo”. L’offerta si baserà su cinque menu differenti, tutti con prodotti freschi e diverse proposte a prezzo contenuto. Ma la novità più importante riguarda l’abbinamento gusto – salute, studiato dal nutrizionista Silvio Spinelli con l’executive chef Angelo Biscotti. “Spinelli – spiega Nocchi – sostiene che il fritto può far bene, non demonizza vino e uova, non rinuncia al burro”.

Liborio Butera:
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