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CRITICITA’ DECRETO APPRENDISTATO: DI BIAGIO CHIEDE AL MINISTRO DI INTERVENIRE

Atto n. 3-01122

Pubblicato il 21 luglio 2014, nella seduta n. 285

DI BIAGIO – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –
Premesso che:
-il decreto interministeriale n. 28 del 5 giugno 2014 ha disposto l’avvio, a partire dal prossimo anno scolastico, di un programma sperimentale di formazione in azienda riservato agli allievi delle classi IV e V delle scuole secondarie di secondo grado;
-il programma sperimentale, senza oneri per la finanza pubblica e a totale carico delle aziende, è finalizzato alla realizzazione di percorsi di istruzione e formazione attraverso i quali gli studenti potranno conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore e, contestualmente, inserirsi in un contesto aziendale di lavoro, coerente con il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi;
-la sperimentazione è destinata a conseguire un positivo impatto sulla formazione nonché sul ventaglio di opportunità che, soprattutto sul versante dell’istruzione tecnica e professionale, interesseranno gli studenti coinvolti;
-il decreto suscita, d’altra parte, perplessità in relazione ad alcune criticità che ne condizionano l’impianto, in primo luogo riguardo alla mancanza di risorse finanziare destinate al programma, che rimane legato esclusivamente alla disponibilità delle aziende ad assumersene l’onere. Una circostanza atta a pregiudicare l’intero avvio del percorso, in particolare nelle aree meno ricche del nostro territorio nazionale;
-ulteriori perplessità, a parere dell’interrogante, suscita il mancato raccordo normativo con le disposizioni di cui all’art. 8, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 87 del 2010, concernente le 132 ore di alternanza scuola lavoro obbligatorie per le classi IV e V degli istituti professionali. Una circostanza che, in mancanza di rettifiche, è suscettibile di determinare serie criticità operative e logistiche in capo agli istituti coinvolti;
-è, altresì, doveroso evidenziare che analoghe criticità sono suscitate da quanto disposto in tema di raccordo con l’esame di maturità, per il quale l’art. 9 prevede semplicemente che la terza prova di cui all’art. 2, comma 1, del decreto ministeriale del 20 novembre 2000, n. 429, possa essere elaborata tenendo “conto dello specifico percorso sperimentale seguito dagli allievi”. Una tale indicazione risulta quanto mai vaga e meriterebbe, trattandosi di tematica importante come la definizione delle prove relative all’esame di Stato, di essere esplicitata maggiormente attraverso determinazioni puntuali che non lascino spazio ad interpretazioni fumose,
si chiede di sapere:
-quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per ridurre le citate criticità al fine di un corretto avvio della sperimentazione;
-quali siano stati i criteri adottati per l’individuazione delle istituzioni scolastiche che parteciperanno a, partire dal nuovo anno scolastico, al percorso sperimentale e se siano stati attivati tutti gli strumenti atti a fornire alle istituzioni scolastiche opportuna, corretta e paritaria informazione sulla possibilità di proporre la loro candidatura.

Liborio Butera:
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