Disabili, scuola e società: stagione dell’integrazione scolastica

Finalmente grazie all’evoluzione, al cambiamento socio-culturale e all’attenzione del legislatore, si apre la stagione dell’ntegrazione scolastica degli alunni diversamente abili. La legislazione inizia ad andare oltre il semplice inserimento degli alunni in situazione di handicap nella scuola comune, ma considera, più in generale, i loro bisogni all’interno del proprio contesto sociale di vita. La scuola è diventata una tappa significativa ed importante per la crescita della persona handicappata, ma non esclusiva. Si inizia infatti a guardare all’inserimento sociale e lavorativo della persona. Ripercorriamo la stagione dell’integrazione scolastica attraverso i provvedimenti legislativi.

•Nel ’77 (legge 517) vengono abolite le classi speciali ma non le differenziali.
•Nel 1982 la legge 170 istituisce il ruolo del docente di sostegno.
•Corte Costituzionale emette Sentenza n. 215/87: la frequenza alle scuole superiori per i ragazzi con disabilità deve essere “assicurata” a tutti.
•Il 5 febbraio 1992 viene emanata la legge quadro 104 per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate.
•L’art. 3 individua la persona disabile, l’art. 12 garantisce il diritto all’istruzione viene stilata dall’ASL la Diagnosi Funzionale.
•Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) elaborato dall’équipe multidisciplinare: insegnanti, educatori, genitori, neuropsichiatria.
•Il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I) viene redatto dall’insegnante di sostegno e dai docenti curriculari.
•Gli itinerari lungo i quali si sviluppano le varie prescrizioni della legge 104 sono sostanzialmente quattro:
1) inserimento ed integrazione sociale e scolastica;
2) diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione scolastica;
3) integrazione lavorativa;
4) altre agevolazioni ad esempio per i familiari.

Il prossimo post sarà dedicato alla stagione dell’inclusione scolastica e nella società, si tratta della stagione attuale.

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