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CONVEGNO – Perché detestare la Gobba. Storia di un sopruso tutto italiano

Evento di grande interesse quello tenutosi oggi al Circolo delle Culture di Biella, dal tema “Perché detestare la Gobba. Storia di un sopruso tutto italiano.” L’incontro, organizzato dal professor Liborio Butera, docente di Storia della Comunicazione Sportiva alla facoltà di Sociologia dell’Università di Gaglianico, ha visto la presenza di un folto pubblico. Almeno cinquecento (come la FIAT, scherzi del destino) i presenti.

I lavori, introdotti dal sociologo Giampiero Marisini, hanno registrato il susseguirsi di studiosi, cultori della materia e personalità di spicco del mondo industriale e culturale. Il primo intervento ha visto il dottor Gianni Curiosati, cronista sportivo e autore del libro “Cento giorni a Torino” (Ed. Farinelli), relazionare attorno al tema: “Da Turone a Muntari: trent’anni di peripezie arbitrali”. Il cronista, che ha risposto con estrema disponibilità alle decine di domande postegli dall’uditorio, ha ripercorso nei dettagli trent’anni di furti, macchinazioni e sopraffazioni. Fulcro dell’intervento il rapporto vizioso tra la classe arbitrale e la Gobba, a danno dell’intero sistema calcistico.

A seguire Fabio Umberti, avvocato penalista che ha relazionato sul tema: “L’Associazione per Delinquere nel Codice Penale Italiano”. Nel suo intervento Umberti si è soffermato in maniera dettagliata sui tratti caratteristici della fattispecie di reato, arrivando poi a ricostruire cronologicamente l’intera vicenda con l’ausilio di numerose diapositive.

Particolarmente suggestivo il passaggio dedicato al periodo immediatamente antecedente il 2006. Dopo una breve pausa caffè, i lavori sono ripresi con l’intervento dell’ing. Piergiorgio Brambilli, presidente dell’Associazione Industriali del Turismo. Nel suo intervento dal tema “Crimine e Attività Turistiche”, l’ingegner Brambilli ha evidenziato l’enorme danno di immagine, quantificabile in almeno venti miliardi di euro l’anno, subìto dal sistema Italia nell’ultimo mezzo secolo a motivo della pessima immagine recata sul Belpaese dalle attività criminose a suo tempo oggetto di condanne definitive.

Il penultimo intervento, protagonista Mario Girolandi presidente della onlus “Per un’Italia onesta”, si è concentrato sulla necessità sempre più marcata di garantire trasparenza e affidabilità a un mondo, quello del calcio nostrano, alla deriva dopo mezzo secolo di raggiri. A chiudere i lavori l’intervento di monsignor Attanasio Monasti, vescovo di Valdengo. ll tema? “Non rubare”. Nella foto Ansia un momento dell’incontro.

Resoconto curato da Marco Traferri