Spegnete le luci per un minuto: il messaggio su Facebook che fa girare le scatole

La catena di sant’Antonio che fa girare le scatole e ci prende per idioti

Da oggi nella casella dei messaggi di Facebook gira un messaggio, l’ennesima catena di Sant. Antonio che chiede di spegnere le luci di casa per un minuto ed invita a non spezzare la catena e quindi a farla girare. Molti lo fanno, altri lo ignorano – come il sottoscritto – altri si indignano e l’indignazione può essere condivisibile.

Spegnete le luci per un minuto: il messaggio su Facebook che fa girare le scatole

Marcella Raiola, da anni in prima linea in difesa della scuola pubblica e dei precari si affida sempre a Facebook e scrive: “Scusate, ma come docente che lotta nelle piazze da dieci anni mettendoci la faccia, esponendosi personalmente e subendo anche linciaggi mediatici, insieme a decine di colleghi e compagni che di certo saranno d’accordo con me, trovo molto offensivo il messaggio che sta giungendo a ripetizione da stamattina nella mia casella postale e che ci invita, come fossimo dei burattini lobotomizzati a cui si tirano i fili (chi, poi?), a spegnere le luci a casa per un minuto nel giorno X all’ora X per mandare una sorta di “avvertimento” a “loro”, cioè a generici nemici che dovrebbero tremare di fronte a questa prova di coraggio estremo e a questa minaccia di “male notevole”, come dicevano i giuristi romani.

Messaggio qualunquista

“Il messaggio qualunquista che correda l’invito sostiene che quest’azione sarebbe più efficace delle proteste in quanto non ideologicamente connotata… E in che modo si identificano i nemici; in che modo si riconoscono e si difendono le proprie idealità se non a partire da una visione del mondo antitetica a un’altra o diversa da un’altra, e cioè dalle ideologie?

Inoltre… se è vero che le “ideologie” sono divisive mentre l’interruttore è universale e unificante, è ancora più vero che questo vale solo per la fase A del piano, perché per costruire il nuovo, una volta abbattuto il melmoso nemico alieno a colpi di black-out, bisognerà mettersi d’accordo sulle direttive, sugli orientamenti, sulle priorità, sulle nuove regole, sul ruolo che dovranno svolgere i diversi attori del cambiamento socio-politico… Come si può pensare di eludere in modo tanto semplicistico la discussione stricto sensu politica e il confronto sulle pratiche, sui metodi, sulle finalità di un movimento di lotta che aspiri a rovesciare un intero sistema?

“Loro”, poi, se la dovrebbero fare sotto dalla paura di fronte a una massa di vigliacchi che ammette di non voler scendere in piazza perché (cito il delirante messaggio) “esporsi comporta il rischio di ritorsioni”? E glielo diciamo pure così, papele papele che non abbiamo il coraggio di sfidarli a viso aperto? BRAVI! Davvero bravi! Spegnete le luci, mi raccomando: darete a “LORO” la possibilità di sentirsi ancora più padreterni e ancora più inamovibili, e, soprattutto, darete loro l’agio di contare uno a uno i servi impotenti su cui possono e potranno sempre contare”.

Come non essere d’accordo!

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