POTENZA DEI MEDIA

Continua la persecuzione diabolico-mediatica. Ultimamente mi è capitato di entrare in un negozio di telefonia e di sentir dire da un anziano che il suo navigatore satellitare non funzionava più. Gesù, un navigatore satellitare per orientarsi dal suo piccolo paese tra i monti dell’agrigentino alle vicine campagne, praticamente il solo percorso di tutta una vita.
Facendo sforzo di una virtù che non pratico molto, la carità, ho pensato che gli anziani in fondo sono delle persone ostinate, difficile scalfirne le consuetudini, sono quelli che adorano la rozza chincaglieria, e se i ragazzi di domani non crescono completamente idioti, il merito è soprattutto loro. Eppure, quella scena era tutta una nostalgia: per i vecchi seduti ai tavolini al bar, per le braghe corte, per le gite in pullman, sola misura dell’uomo, per i buoni consigli, per i migliori esempi.
Come mai adesso tutto va a rovescio? San Tommaso, mi rivolgo a te. Nella Summa Theologia hai dimostrato quanto i veri pericoli provengano dallo spirituale e non dal carnale; in pratica dicevi che l’anima è insaziabile e quindi potenzialmente molto più pericolosa del corpo, che non è poi così difficile appagare.
Contro il disfattismo senile di massa, per l’occasione, invita bambini e ragazzini a disimparare: orientarsi nelle strade con il tom tom, significa perdersi nella vita.


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Una risposta

  1. Biggia ha detto:

    L’Anima è insaziabile ma il corpo lo è altrettanto.  Essendo la carne specchio dello Spirito, lei tende ad autodistruggersi nel momento in cui non la si alimenta con consuetudine. Entrambi sono i due piatti della bilancia del vertice umano, che si colloca nella mente. Al di sopra di Anima e corpo c’è lei, che detiene il controllo del metabolismo fisico e intellettivo. Deperiamo nel momento in cui l’Anima avverte di essere stata denutrita dalla nostra volontà. Ma anche il corpo fa altrettanto. E non è solo questione di cibo; è soprattutto questione di Amore, quello che nutre ed allevia.
    Il corpo non si appaga facilmente, in ogni caso. Quando ci sembra di essere sazi, scopriamo che vogliamo ancora di più; è una continua ricerca nel soddisfare i nostri bisogni, indagine che non si placa…E’ nell’essenza dell’uomo.
    Se ci sentiamo sazi, allora vuol dire che stiamo morendo lentamente dentro e che abbiamo accettato ciò che abbiamo. Invece no. Ci si accontenta ma non si accetta, sono due cose ben distinte.