La rete Internet compie 40 anni, vediamo quali le tappe fondamentali

La rete compie 40 anni e grazie ad una mail inviataci dall’amico e collega Marco Sansoè, possiamo pubblicare le tappe fondamentali della nascita e dell’espansione di Internet. Iniziando appunto dal 1969 quando venne spedito il primo messaggio sulla rete ARPAnet che collegava 4 nodi universitari.

1969. La prima volta

Il 29 ottobre 1969 viene spedito il primo messaggio sulla rete ARPAnet, di proprietà del Ministero della Difesa Usa. Sono connessi 4 nodi universitari. A causa di un crash del sistema, il contenuto del messaggio (la parola “login”) arrivo tagliato (“lo”).

1971. La prima mail

Nell’estate viene inviato il primo messaggio di posta elettronica su ARPAnet. “Non ricordo cosa c’era scritto. Qualcosa senza senso, del tipo QWERTYUIOP”, ha raccontato Ray Tomlinson che è anche l’ideatore del simbolo @.

1973. Trasferimento file

Non solo brevi messaggi di testo, ma anche invio di documenti più pesanti. Nel ’73 nasce il protocollo FTP (File Transfert Protocol) ancora oggi utilizzato per il trasferimento di file su Internet.

1979. Newsgroup ed emoticon

L’idea prende spunto dalle bacheche universitarie. Nasce così il primo newsgroup. Una tecnologia che di lì a pochi anni avrebbe attratto molti pionieri della prima internet. Nello stesso anno spunta il primo emoticon.

1980. Il primo virus

A causa di un errore nell’intestazione di una mail, il 27 ottobre ARPAnet viene totalmente bloccata. Non si trattava ancora di un virus “maligno”, ma furono subito chiari quali potevano essere i potenziali effetti negativi della comunicazione su larga scala.

1982. Internet

Vengono definiti il Trasmission Control Protocol (TCP) e l’Internet Protocol (IP). Nasce così ufficialmente Internet, come rete-delle-reti, che rende possibile l’interconnessione tra diversi network attraverso una serie di protocolli condivisi.

1987. it.

Arriva il primo dominio made in Italy. E’ “cnr.it”, sito del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La sede di Pisa del Cnr ancora oggi è responsabile per l’assegnazione dei domini it.

1991. World Wide Web

Il Cern di Ginevra presenta World Wide Web (www). Una “ragnatela grande quanto il mondo” di pagine ipertestuali in cui dominano i link e i contenuti multimediali (testi, immagini, video). Internet si apre alle masse.

1993. Mosaic

Arriva Mosaic, browser pensato per sfogliare le pagine Web senza troppa fatica. E’ tempo anche per la prima webcam ondine (fissa su una tazza di caffé) e del primo quotidiano online (The Tech del MIT).

1994. Motori di ricerca

Due giovani studenti di Stanford (Devilo Filo e Jerry Yang, poi fondatori di Yahoo!) creano la “Jerry’s Guide to World Wide Web”. Una sorta di elenco telefonico per orientarsi nella marea di pagine web. Compare il primo banner pubblicitario.

1995. E-commerce

Grandi speranze per gli affari ondine: vengono lanciate eBay e Amazon. Negroponte predice l’avvento del Daily Me, il quotidiano ultrapersonalizzato. Le pagine web iniziano a parlare e… cantare in diretta. Nasce la prima radio solo ondine, l’inglese HK.

1996. Webmail e phishing

Viene lanciato Hotmail, servizio di posta elettronico gratuito webbased (poi acquisito da Microsoft). E iniziano i primo casi di truffe ondine: il 2 gennaio viene segnalata un’operazione di pushing (furto di dati sensibili).

1997. Blog

Il giornalista Jom Berger conia il termine “weblog” per indicare quelle pagine che raccontano la propria vita ondine. L’anno successivo sarebbe arrivato il primo blog, si chiamava Opern diary.

1998. Google

Spira forte il vento del business, tutti si tuffano sull’e-commerce. Viene lanciato il primo sito di comparazione per gli acquisti ondine. Nel frattempo in un garage della California apre la prima sede di Google.

1999. Napster

Durante il conflitto tra Serbia e Kosovo prende piede la cybernwar tra due stati. Ma la novità dell’anno è un’altra: lo sbarco online di Napster, il primo servizio di file-sharing basato sul peer-to-peer. Iniziano le battaglie tra utenti e major.

2000. Bolla delle dot.com

Dopo l’entusiasmo delle dot.com (aziende dalle mille speranze, gonfiate da investimenti speculativi, ma senza un modello di business), arriva il grande botto. Il 10 marzo il Nasdaq tocca il suo massimo stroico, per poi perdere posizioni giorno dopo giorno.

2001. Wikipedia e il podcasting

In piena recessione prendono piede iniziative orientate all’economia del dono (e non al profitto selvaggio). Jimmy Wales fonda Wikipedia. Dave Winer pubblica il primo file audiovia Rss (qualche anno più tardi verrà chiamato podcasting).

2003. Guerra al p2p

Le major del disco iniziano la loro battaglia al p2p. Vengono denunciati 261 individui negli Usa. Nel frattempo si fanno largo le alternative legali a pagamento: Apple lancia il suo iTunes Store. Ma non è un jukebox celestiale sognato dagli utenti.

2004. Web 2.0

A San Francisco si tiene il primo Sunnit Web 2.0. Il termine diventerà un mantra per indicare tutti quei servizi nati a cavallo della bolla che mettono al centro l’utente. Nello stesso anno nasce Facebook e Mozilla lancia Firefox, browser open source.

2005. Video-sharing

In un garage della California, due giovani smanettoni lanciano un portale per la condivisione dei filmati. E’ subito boom. Google intuisce le potenzialità e un anno dopo rileva YouTube, affermandosi come la nuova potenza web.

2006. Partito pirata

Alle elezioni svedesi partecipa un piccolo partito, nato per portare avanti battaglie pro-file-sharing. Non è solo una provocazione: di lì a tre anni riuscirà ad eleggere un deputato al Parlamento Ue. A San Francisco nasce Twitter.

2008. Avanza l’Asia

Si capovolgono gli equilibri su internet. La Cina supera gli Usa per numero di utenti ondine. Mentre in tutto il mondo crescono le pressioni dei governi per un maggiore controllo sul web. Si moltiplicano i casi di censura e repressione.

2009. Realtà aumentata

Mentre in Svezia vengono condannati i fondatori di Pirate bay, sul mercato arrivano gli smartphone che uniscono internet, multimedia e tecnologie di posizionamento (Gps). Dopo il web 2.0 è tempo di “realtà aumentata”.


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Una risposta

  1. Liborio Butera ha detto:

    si, di cose ne mancano 🙂 Ma ci sono le tappe fondamentali, anzi forse è meglio dire fondanti?