Diplomati magistrale – Il diploma è già abilitante o dovranno fare i PAS?

pas e maestre

Mentre le maestre sono divise in due gruppi, quelle pro PAS, perchè sono convinte che sia l’unica via per abilitarsi e quindi sperare nel ruolo, e quelle certe che il diploma sia già abilitante e quindi non devono partecipare a nessun corso abilitante e pertanto non ganno intenzione di spendere un solo cent di Euro per ottenere una cosa che hanno già.

Entrambe le “fazioni”, purtroppo,  sono costrette a fare i conti con la legge e con le università. Quest’ultime sono titubanti ad attivare i PAS per le maestre, ma non perchè considerano il loro titolo abilitante, ma piuttosto perchè vorrebbero attivare un percorso breve di Scienze della Formazione Primaria rivolto alle maestre con esperienza lavorativa, un corso di laurea di un solo anno equiparato a tutti gli effetti a quello più lungo. I numeri sono importanti (e allettanti): sono circa 24.000 i diplomati magistrali che aspettano in un modo o nell’altro il meritatissimo ruolo.

I sindacati non stanno certamente a guardare e spingono affinché i Pas vengano attivati al più presto. La FLC CGIL spiega: “Puntiamo a fare in modo che tutti questi nuovi abilitati vengano immessi già da giugno prossimo nelle graduatorie di prima fascia, anche con riserva se gli esami  dei Pas non sono ancora terminati. Sono insegnanti a tutti gli effetti, con un’esperienza spesso di decenni: le università devono mettere a disposizione tutte le proprie risorse per permettere loro di arrivare al traguardo”.

Ma se le università non attiveranno i PAS quali scenari potrebbero manifestarsi? Noi crediamo che l’alternativa potrebbe essere la formazione on line a menochè non stabiliscano che il diploma sia già abilitante.  Solo il tempo risolverà questo busillibus…

6 Replies to “Diplomati magistrale – Il diploma è già abilitante o dovranno fare i PAS?”

  1. Non si capisce dove voglia andare a parare l’articolo. I diplomati magistrale sono già abilitati, possono partecipare ai concorsi per il ruolo ed insegnare nelle paritarie, oltre ad ottenere il riconoscimento in altri stati europei. I pas servono solo per passare dalla 3′ alla 2′ fascia gi, ma non servono per entrare in ruolo. Quindi, cosa c’entra l’abilitazione con i pas o con il ruolo ??

  2. Si continua a confondere l’abilitazione con le procedure di reclutamento nella scuola statale. Abilitazione professionale significa che si è legittimati ad esercitare una professione regolamentata. Nulla di più. Un avvocato è abilitato se può svolgere la professione di avvocato. Un insegnante è abilitato se può svolgere la professione di insegnante. Ma un avvocato per diventare magistrato o avvocato di stato deve superare un concorso. Un insegnante per essere assunto in ruolo deve superare un concorso. Ma sono fasi distinte. Un insegnante di scuola paritaria è un insegnante, a prescindere che abbia o meno superato un concorso. Ed un diplomato magistrale poiché può svolgere la professione in una qualunque scuola paritaria o all’estero è un insegnante abilitato.
    Riguardo ai PAS essi non hanno lo scopo di abilitare (la formulazione del nuovo art. 15 comma 16 esclude questa finalità) ma semplicemente di passaggio dalla 3° alla 2° fascia di istituto nelle scuole statali. Quindi si tratta di procedure di reclutamento e non di abilitazione. A confermare il valore abilitante del diploma è invece l’art. 15 comma 16 ter che stabilisce che il titolo è valido ai sensi dell’art. 1 comma 4 lettera g) della legge 62/2000, quella che regolamenta la parità scolastica e che prevede, appunto, che tali scuole debbano servirsi di personale abilitato, cioè legittimato a svolgere la professione.
    Quindi chi afferma che i PAS servano ad “abilitare” afferma cosa non vera (non è scritto questo nel DM 249/10) così come non è assolutamente vero che i PAS siano fnalizzati all’assuznione in ruolo (anzi è escluso espressamente dall’art. 15 comma 27 bis). I PAS, per infanzia e primaria, servono solo a cambiare fascia per gli insegnanti di scuola statale. Mentre il diploma permetta, con o senza PAS, di accedere ai cocnorsi per il ruolo e insegnare a tempo indeterminato nelle paritarie, oltre ad essere riconosciuto all’estero. Se poi c’è chi vuole buttare 2-3000 euro per cambiare fascia… questo è altro discorso.

  3. Dal vocabolario Treccani:
    abilitazióne s. f. [der. di abilitare]. – Riconoscimento ufficiale della capacità di esercitare una professione o un’arte o del possesso di particolari requisiti necessarî a svolgere determinate attività; anche, il titolo e il documento che attestano tale capacità e il possesso di tali requisiti: a. professionale o a. all’esercizio di una professione (per es., della professione di notaio, di farmacista, di medico-chirurgo, ecc.); conferire, conseguire un’a. mediante concorso, mediante esami di stato; dare, sostenere, superare l’esame di a. (magistrale, tecnica, ecc.); per l’ammissione al concorso è sufficiente essere in possesso dell’a. magistrale.

    Quindi non vi è dubbio che i diplomati magisrale siano “abilitati” all’esercizio della professione di insegnante qualificato nelle scuole dell’infanzia e primarie. Lo stesso MIUR ha rilasciato certificati attestanti la qualifica di insegnante di scuola dell’infanzia e primarie ai diplomati magistrale ai fini del riconsocimento del titolo ai sensi della Direttiva 2005/36/CE in altri Stati europei.
    Che poi la Costituzione preveda che per l’accesso ai ruoli nelle PP.AA. serva ANCHE superare un cocnorso, o che le norme vigenti prevedano che per passare dalla 3° alla 2° fascia delle graduatorie di istituto nelle scuole statali si debbano sostenere corsi accessori (PAS), ciò riguarda solo le procedure di reclutamento nella scuola statale, ma non tocca il concetto di “abilitazione”. Tant’è che il titolo può essere riconsociuto in Europa, o essere valido per la stipula di contratti a t.i. nelle paritarie, anche senza i PAS (o i TFA) a differenza di QUALUNQUE altro titolo attualmente utile per l’accesso alla 3° fascia delle GI.

  4. Dagli atti trasmessi dalla Commissione Europea al Parlamento Europeo:

    Nelle risposte fornite, le autorità italiane hanno spiegato che, secondo la legislazione italiana,
    i titolari di un diploma di maturità magistrale possono essere assunti con contratti di lavoro a
    tempo determinato nelle scuole pubbliche e possono altresì lavorare con contratti di lavoro a
    tempo determinato o a tempo indeterminato nelle scuole private. Tuttavia, al fine di lavorare
    con contratti a tempo indeterminato nelle scuole pubbliche, i titolari di questi diplomi devono
    superare un concorso.
    In base a quanto sopra, la Commissione ritiene che i titolari di un diploma di maturità
    magistrale siano pienamente qualificati per insegnare in Italia e che il concorso costituisca
    soltanto una procedura di assunzione necessaria per ottenere un contratto di lavoro a tempo
    indeterminato in una scuola pubblica.

    http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fNONSGML%2bCOMPARL%2bPE-519.572%2b01%2bDOC%2bPDF%2bV0%2f%2fIT

    E’ quindi stato espressamente riconosciuto dal MIUR nelle comunicazioni alla Commissione Europea che il diploma magistrale è titolo che permette di esercitare la professione a tempo indeterminato nelle scuole paritarie. Inoltre lo stesso MIUR ha dichiarato che al titolo può essere applicato l’art. 12 della Direttiva 2005/36/CE che riconsoce allo stesso lo status di “titolo assimilato” al titolo successivamente introdotto (ovvero la laurea SdFP).
    Questi sono atti depositati presso la Commissione Europea.
    Parlare quindi di corsi “abilitanti” è privo di ogni fondamento.

  5. Concordo con Francesca Bertolini….Come diceva la Marchesini:”E’ tutto 1 magna magna”. Altro che alla qualità, si punta solo al portafoglio.

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