Riceviamo e pubblichiamo una lettera appello a firma della professoressa Maria Patrizia Pacifico attraverso la quale lancia l’allarme sul probabile futuro degli istituti professionali e degli ITP.

Cari colleghi itp, oggi mi sento meno Cassandra!
Quello che andavo ‘farneticando’ semplicemente osservando quanto di giuridicamente assurdo avveniva e avviene ‘aum aum’ nella mia realtà lavorativa (deliberi una cosa legittima e ti fanno fuori dall’ufficialità credere di averne deliberata un’altra, che però sarebbe illegittima, ma tu nemmeno lo sospetti e procedi convinto…), sta prendendo corpo: si discute ormai chiaramente di abolizione del valore legale del titolo di studio (il MIUR sta facendo un sondaggio…) e di svuotamento dei professionali (addirittura una normativa è già scritta sull’esubero degli itp…bada bene: non l’attuale esubero come tutti pensano, ma il futuro! chissà come fanno a conoscere il futuro…) ‘Io so’, non voglio scomodare quel grandissimo che ci manca tanto, ma purtroppo ho messo insieme tutto e tutto ‘quadra’: temo di sapere veramente come ci arriveranno ‘aum aum’ e addirittura col nostro inconsapevole contributo…
Ci arriveranno come ‘emergenza’ concreta da sanare ex post: centinaia, migliaia di diplomi illegittimi rilasciati a seguito di… equivoco operativo ‘spalmato’ in un contesto fumoso che offusca le responsabilità…, diplomati danneggiati da salvaguardare con una legge-provvedimento in sanatoria…cui per logica seguirà una pari riforma ‘erga omnes’ per il futuro: triennio ai centri regionali e biennio ai professionali e all’esito di un tal percorso: diploma!
Noi di c520 praticamente spariremo, i nostri colleghi diverranno in gran parte ‘schiavi’ dei centri di IeFP e lo Stato si sarà scrollato di dosso il costo dei professionali… Ovviamente, quello sarebbe un ‘diploma’ solo di nome, nella sostanza poco più di una qualifica (te l’immagini un ragazzo che per tre anni ha solo portato piatti a tavola, prendersi il diploma di maturità in soli due anni di studio e magari iscriversi all’università????)… sicchè l’incongruenza tra nome e sostanza spingerà all’abolizione del valore legale del titolo, di cui, toh, in questi giorni già ufficialmente si discorre! Tutto passerà dunque non dalla normale corsia che va dalla norma alla sua applicazione, bensì opposta: dall’esigenza impellente di sanare (mettere una pezza) a posteriori una situazione prodottasi per equivoco (molto abilmente PILOTATO!) e, da qui in poi, normare A QUELLA STREGUA per il futuro!
Ma siamo in tempo per bloccare la valanga: nulla è al momento perduto se ci organizziamo! fammi sapere, se vuoi: è successo anche a voi l’anno scorso di essere stati convocati dall’oggi al domani in collegio per deliberare la qualifica in regime sussidiario? Vi è stato detto che ‘in cambio’ dovevate accettare direttamente al quarto di Istruzione Professionale (senza esame) i qualificati dai centri di formazione? E’ stato altresì inteso pacificamente che dal quarto quei ragazzi sarebbero andati in quinta (salvo bocciature individuali) esattamente come quelli del quinquennio di istruzione professionale? La delibera, però, si limita a recitare semplicemente ‘quarto anno’ senza NULLA aggiungere? Mi scrivi l’esatta formulazione della delibera, per vedere se è esattamente come la nostra ed è fondato il pilotaggio dall’alto che temo: dal dpr, all’intesa, all’accordo: la apparente similitudine di termini tecnici che però importano opposte conseguenze giuridiche sembra fatta apposta per favorire l’equivovo, sicchè basta un mancato completamento: ‘quarto anno’ (… di IeFP o di IP?????) per fare tombola.
Scusa la lunghezza e probabile poca chiarezza: sono laureata in giurisprudenza e poichè tutto si consuma in un terreno di illegittimità rispetto al paradigma, colgo con chiarezza gli scostamenti secondo le categorie proprie, ma non riesco a tradurre altrettanto chiaramente questo scostamento in termini e categorie diversi da quelli propri… Perciò ci dobbiamo coordinare: questo è un lavoro che per esempio potrebbe fare un altro di noi! Siamo ancora in tempo per bloccare la valanga, ma dobbiamo sbrigarci!