pensioniamo la lavagna

Quando si pensa alla scuola e all’insegnante inevitabilmente il pensiero va alla lavagna, al pezzetto di gesso o pennarello e alla famosa matita rossa. Oggi grazie ad un investimento da parte del MIUR (ministero istruzione università e ricerca) ci 15 milioni di euro la famosa lavagna andrà in pensione, almeno nelle otto regioni italiane che sperimenteranno le nuovissime tecnologie. Gli studenti, a partire dal 2006, apprenderanno verbi e teoremi grazie a strumenti didattici multimediali contenenti simulazioni interattive e test di valutazione mirati ad individuare e colmare specifiche carenze degli alunni.  Le regioni che partiranno con la sperimentazione sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La famosa lavagna sarà sostituita dei modernissimi Learning object” dove i moduli d’insegnamento si “incastreranno” su un desktop interattivo e somiglierà al famosissimo video game Tetris. Un modulo didattico, dunque, non sarà spiegato solo dall’insegnate ma sarà accompagnato da suoni, immagini, e simulazioni interattive con lo scopo di rendere accattivante ed interessante la lezione. Quanti di noi in classe hanno rischiato l’ “abbiocco” a causa di una spiegazione noiosa della Prof che ci propinava la sua spiegazione con un tono lento ma costante? Io di sicuro, ricordo ancora la mia professoressa di matematica, oltre ad avere una voce estremamente stridula era di una noia e di una cattiveria mortale. La nuova tecnica, giustamente, impone agli insegnanti di aggiornarsi e aprirsi  verso le nuove tecnologie. Era ora che fosse finanziata una vera e propria innovazione, per onor di cronaca,  va ricordato che i docenti si aggiornano a proprie spese e che non è prevista nessuna forma di rimborso se non in maniera residuale. I docenti, per applicare questa nuova tecnologia didattica, saranno dotati di un computer portatile collegato via internet  ad una Libreria nazionale virtuale: un immenso data base da dove scaricare i moduli interattivi. Il progetto però non finisce qui e non si limita, infatti, a facilitare l’insegnamento dell’italiano. Nei prossimi anni, all’introduzione dei “Learning object” si affiancherà, infatti, l’ “E-inclusion”, che si propone di favorire, grazie all’impiego delle nuove tecnologie, l’integrazione e l’inclusione nella vita scolastica degli studenti svantaggiati o stranieri, con particolare attenzione per gli alunni affetti da disabilità di tipo cognitivo. La Scuola ha bisogno di questo genere di riforme,  e non certamente quelle fatte solo per tagliare personale e risorse, la formazione e l’istruzione hanno bisogno di essere modernizzate, avvicinando lo studente alle nove tecnologie, e le tecnologie inevitabilmente si apprendono nei laboratori attrezzati.

 

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