il santino anticomunista

La chiesa in passato, non aveva mai esitato di schierarsi contro il comunismo tacciandolo come nemico della Chiesa  di Dio e degli uomini, questa diatriba ha  ispirato  Film  come Don Camillo e Peppone. Negli  ultimi tempi sembra che questo “scontro” si stia riaccendendo, la causa è da ricercare nell’anticlericalismo che in maniera palese viene sposato da alcune forze presenti nel centro-sinistra. Non ne fanno mistero quelli della Rosa nel Pugno, che spingono per uno Stato assolutamente laico e addirittura qualcuno parla di sciogliere i patti lateranesi. L’avvento di un Papa “tutto d’un pezzo” come Benedetto XVI, certamente ha contribuito ad aumentare le distanze tra i cattolici e i laici.  Temi come l’inseminazione artificiale e non ultimi i PACS continuano ad alimentare la polemica e talvolta addirittura abbiamo assistito, anche se a distanza, ad un vero e proprio scontro verbale. Questo clima, probabilmente ha stimolato qualcuno della comunità parrocchiale di una ridente cittadina siciliana, Sciacca, che durante i festeggiamenti della Madonna del Soccorso, patrona della città, ha distribuito un santino con la preghiera che termina con questa frase: “Maria, ottieni da Dio il trionfo del bene, la liberazione dal male, dal comunismo, dal marxismo“. Apriti cielo, è scoppiata la polemica cittadina, gli insegnanti Giovanni Tirone e Nico Miraglia si sono detti “sorpresi per una strumentalizzazione politica e religiosa“. L’arciprete di Sciacca don Alfonso Tortorici dice: “Non si tratta dell’invocazione ufficiale dei fedeli alla Madonna, ma di una preghiera che risale agli anni ’50. Non sapevo che fosse stata nuovamente stampata e non condivido questa iniziativa, dalla quale mi dissocio“. Dalle indagini che ne sono conseguite si è scoperto che a stampare questa versione del santino sono state le suore del convento ‘Boccone del Povero Giacomo Cusumano”. Chissà come finirà questa vicenda, certo è, che se fosse scoppiata qualche mese prima, probabilmente avrebbe ispirato i bravissimi “artigiani” del Carnevale di Sciacca, che oltre a realizzare un mastodontico carro allegorico avrebbero scritto un testo da recitare sul palco allestito nella magnifica Piazza Scandaliato nelle serate di carnevale… peccato!

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