Salviamo Metodologie Operative nei Servizi Sociali C450

La riforma Gelmini taglia di fatto una delle discipline più importanti che da tempo e con successo si insegna negli istituti professionali, ovvero Metodologie Operative nei Servizi Sociali, classe di concorso C450. I docenti di tali discipline hanno predisposto una petizione da inviare al Ministro elle istituzioni, nella quale si evidenzia l’importanza didattica della disciplina chiedendone il completo reintegro. La petizione che segue è da stampare, firmare e inviare agli indirizzi che trovate collegandovi a questo [LINK]. Gli insegnanti hanno aperto anche un gruppo su Facebook,  iscriversi basta inserire : “Insegnanti di Metodologie Operative ” nel motore di ricerca del Social Network e poi fare rischiesta di iscrizione.

AI Ministro del MIUR Mariastella GELMINI
Ai Direttori Generali del MIUR
Ai coordinatori dei gruppi di lavoro sul riordino della secondaria di II grado
Alle segreterie Nazionali dei Sindacati della Scuola
Alle redazioni dei mezzi di informazione che trattano problematiche della scuola

Egr. Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini,

noi docenti di “Metodologie operative nei servizi socio-sanitari” C18 (ex “Metodologie operative nei servizi sociali” C450), vorremmo presentarLe alcune problematiche relative alla nostra disciplina presente negli Istituti professionali ad indirizzo Tecnico dei Servizi Socio-sanitari (come da quadri orari previsti dalla riforma degli istituti professionali).

Il “Tecnico dei Servizi Socio-Sanitari”, possiede le competenze necessarie al fine di organizzare ed attuare interventi adeguati alle esigenze socio-sanitarie di persone e comunità, puntando alla promozione della salute e del benessere bio-psico-sociale.

Tutte le discipline concorrono alla costruzione del suddetto profilo professionale, ma in particolar modo “Metodologie operative nei servizi socio-sanitari” realizza la corretta coniugazione tra la teoria e la sua applicazione, promuovendo una precisa e puntuale conoscenza del territorio e dei servizi a sostegno del singolo e dei nuclei familiari, operando in stretto contatto con la realtà territoriale attraverso la definizione di laboratori, tirocini, stage, per consentire apprendimenti, esperienze ed abilità specifiche del lavoro sociale.

Ci permetta di sottoporLe le nostre considerazioni dopo la lettura e relativa attenta analisi del profilo professionale, in uscita, del futuro diplomato nei “servizi socio-sanitari”.

A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato consegue i risultati di apprendimento descritti nel punto 2.2 dell’Allegato A, di seguito specificati in termini di competenze:

• Utilizzare metodologie e strumenti operativi per collaborare a rilevare i bisogni socio-sanitari del territorio e concorrere a predisporre ed attuare progetti individuali, di gruppo e di comunità.
• Gestire azioni di informazione e di orientamento dell’utente per facilitare l’accessibilità e la fruizione autonoma dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio.
• Collaborare nella gestione di progetti e attività dell’impresa sociale ed utilizzare strumenti idonei per promuovere reti territoriali formali ed informali.

Quesito n. 1
Relativamente ai precedenti punti, tra le attività e gli insegnamenti obbligatori nell’area di indirizzo delle classi 4° e 5° non esistono insegnamenti che possano fungere da punto di raccordo pratico ed operativo dei contenuti teorici trattati dalle altre discipline.
Quale insegnamento svolgerà questo compito?

• Contribuire a promuovere stili di vita rispettosi delle norme igieniche, della corretta alimentazione e della sicurezza, a tutela del diritto alla salute e del benessere delle persone.

Quesito n. 2
Data la valenza dell’insegnamento di “Cultura medico-sanitaria” che promuove nel Tecnico l’educazione e la prevenzione della salute, non sarebbe possibile ipotizzare per il Tecnico socio-sanitario uno sbocco professionale come Assistente Educatore (leggi Assistente ad personam), figura oggi non normata a livello nazionale?

• Utilizzare le principali tecniche di animazione sociale, ludica e culturale.

Quesito n. 3
Considerando che il raggiungimento di tale competenza è previsto al termine del quinquennio, come si coniuga questa abilità con la progressiva riduzione oraria che, tra l’altro, non prevede “Metodologie operative nei servizi socio-sanitari” classe di concorso C18 (ex C450) o altra disciplina similare nelle classi 4° e 5°?
• Realizzare azioni, in collaborazione con altre figure professionali, a sostegno e a tutela della persona con disabilità e della sua famiglia, per favorire l’integrazione e migliorare la qualità della vita.

Quesito n. 4
Fino ad oggi tale compito era svolto dal docente di “Metodologie operative nei servizi sociali” che possiede una specifica conoscenza del territorio e dei servizi esistenti. Chi si occuperà nel futuro di tale formazione considerati i tagli previsti nel primo biennio e nel primo anno del secondo biennio e considerata l’assenza del docente tecnico pratico nelle classi 4° e 5°?

• Facilitare la comunicazione tra persone e gruppi, anche di culture e contesti diversi, attraverso linguaggi e sistemi di relazione adeguati.
• Utilizzare strumenti informativi per la registrazione di quanto rilevato sul campo.
• Raccogliere, archiviare e trasmettere dati relativi alle attività professionali svolte ai fini del monitoraggio e della valutazione degli interventi e dei servizi.

Quesito n. 5
Relativamente ai punti precedenti e considerato il quadro orario del nuovo ordinamento, ci si domanda come si possa concretamente acquisire tali competenze in un numero così esiguo di ore.

Inoltre, per risolvere parzialmente il problema del riconoscimento del titolo di studio, negli anni passati gli Istituti professionali della Lombardia, non avendo avuto risposte dal Ministero al proposito, si sono costituiti in rete (Rete Y) e hanno promosso un tavolo di concertazione con la Regione Lombardia ottenendo la pubblicazione della Circolare n. 45 del 26 luglio 2001. Tale circolare ha consentito l’assunzione degli O.S.S. e dei T.S.S. negli asili nido e, in deroga alla carenza di Educatori, l’inserimento dei T.S.S. nei servizi per minori-adolescenti e nei servizi per diversamente abili.

Quesito n. 6
Quali sbocchi professionali avrà il Tecnico dei servizi socio-sanitari? Il titolo di studio avrà un’effettiva spendibilità sul territorio considerato che tale figura non è ancora prevista negli standar di assunzione sia a livello regionale che nazionale? E’ prevista a breve una circolare esplicativa in merito?

Nel nuovo profilo culturale e educativo degli Istituti professionali, assume particolare importanza la scelta formativa dell’alternanza scuola-lavoro (già prevista dalla legge 53/2003) che consente una pluralità di soluzioni didattiche e permette agli studenti di inserirsi nel mondo del lavoro proseguendo nel sistema dell’istruzione e della formazione tecnica superiore. In particolare l’art. 8, comma 3 della legge 133 del 2009, prevede la sostituzione dell’area di professionalizzazione nelle classi 4° e 5° con 132 ore di attività di alternanza scuola-lavoro. Gli insegnanti di Metodologie operative nei servizi sociali, sin dall’attuazione del progetto 92 e successivo progetto 2002, si sono occupati dell’organizzazione di tali percorsi formativi attraverso stage e tirocini e tutt’ora si occupano dell’organizzazione della stessa alternanza.

Quesito n.7
Ci si domanda nuovamente quale insegnamento potrebbe sostituire “Metodologie operative” e le competenze dei docenti interessati, considerato che la loro disciplina non è prevista nelle classi 4° e 5° e le attività propedeutiche svolte in aula richiedono tempi e spazi appositi?

RingraziandoLa per la cortese attenzione accordataci ci permettiamo una considerazione finale:
Metodologie operative nei servizi sociali è una materia professionalizzante, quindi la logica la vorrebbe presente nell’intero percorso di studi come proposto dalle tabelle di confluenza delle classi di concorso (“Laboratorio per i servizi socio-sanitari” previsto nel primo e nel secondo biennio e nel quinto anno di corso), invece si interrompe a metà del secondo biennio impedendo così la certificazione di competenze alla conclusione di un ciclo di studi. Perché?

Fiduciosi della Sua attenzione, rimaniamo in attesa di un Suo riscontro.
Cordialmente

Pasquale Caputo
Ilenia Carera
Rossella Codena
Andrea Curtarelli
Antonella Fazio
Venia Lotteri
Elena Mainardi
Giuseppa Palermo
Monica Pizzigoni

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Crema, 16 marzo 2010

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Una risposta

  1. Sara ha detto:

    Come Insegnante di Metodologia credo sia utile inserire la disciplina al quarto e al quinto anno invece di pagare esperti esterni acaro prezzo.