Greenpeace contro FaceBook, mentre gli utenti vanno nel panico perché pareva che FB chiudesse a marzo

Mentre si spargeva la notizia (falsa) che il social Facebook, di cui anche noi facciamo uso, avrebbe chiuso i battenti nel Marzo 2011 (per stanchezza dello stesso fondatore), abbiamo buttato l’occhio su una questione che ci interessa parecchio.
Le aziende tecnologicamente avanzate, operanti nell’informatica e nel mondo del web consumano. E parecchio! Lo ha capito Greenpeace. Difatti Kum Naidoo, executive director di Greenpeace International, ha chiesto a Mark Zuckerberg di utilizzare fonti energetiche rinnovabili per i server aziendali. Dunque un atteggiamento eco-friendly, visto che i consumi per mandare avanti la baracca di FB sono elevatissimi.

Ad esempio, nel febbraio scorso Facebook aveva annunciato l’apertura nell’ Oregon di un mega data center alimentato (per la quasi totaltà) da carbone. Da qui l’intervento di Greenpeace che ha aperto di sua iniziativa una pagina sul caso, ottenendo il grande risultato di ben 500 mila amici che hanno aderito al “gruppo”.

Secondo Greenpeace, entro il 2012 il consumo di energia supererà quelli sommati di Francia, Germania, Canada e Brasile. Ma FB rispose che l’impianto ha un punteggio di utilizzo effettivo di energia PUE (Power Usage Effectiveness) di 1.15, quando (la media dell’industria è più alta, tra un minimo di 1.6 e un massimo di 2).
Vedremo se per Zuckemberg per l’ambiente avrà un tag … ops, un occhio di riguardo.


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