Occhio allo spread – Evasione fiscale, il trucco del conto. Come comportarsi?

Cari amici di A Ruota Libera, oggi parliamo di evasione fiscale, quella piaga che sta creando seri problemi alla nostra Italia.
Sicuramente nel nostro Paese la pressione fiscale è troppo elevata ma è altrettanto vero che fino a quando non verrà risolto il problema non ci saranno purtroppo tasse eque per tutti: qualche soggetto pagherà di più per compensare il disonesto che versa di meno.
Parlando di evasione fiscale, vi raccontiamo il classico trucchetto del conto, da molti praticato con grande disinvoltura. Sicuramente qualcuno di voi si è già accorto che in alcune strutture (Ristoranti, Hotel, ecc.) alla cassa tengono due tipologie di blocchi autocopianti, quello delle ricevute fiscali e quello del conto. Quando
il cliente si reca alla cassa per pagare, gli viene presentato il conto che non ha alcun valore fiscale. A quel punto, se il cliente paga in contanti, l’evasore ringrazia e saluta ma se il cliente per varie ragioni deve pagare con carta di credito, assegno o bancomat fa la sua comparsa anche il blocco ricevute. Questo semplicemente perché questi ultimi tre sistemi lasciano una traccia indelebile mentre il contante no e l’evasore è costretto ad emettere la ricevuta fiscale.
E’ evidente che l’uso del blocco del conto sia quello di evadere perché altrimenti che senso avrebbe scrivere due volte la stessa cosa?
Non sarebbe più veloce fare direttamente la ricevuta fiscale?
Forse se paghiamo con carta di credito o bancomat aiutiamo tutti ad essere più onesti.
Questa potrebbe essere una verità.

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