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“Sicilia a culuri”, la tradizione musicale siciliana entra a scuola: lezione-concerto alla Musco di Librino

La scuola come luogo di incontro tra istruzione, musica e tradizioni del territorio. È questo lo spirito della lezione-concerto “Gli strumenti della tradizione popolare siciliana”, che lunedì 19 ottobre ha coinvolto gli studenti dell’Istituto omnicomprensivo “Angelo Musco” di Librino, quartiere periferico di Catania.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale Il Tamburo di Aci, ha offerto ai ragazzi l’opportunità di conoscere da vicino strumenti musicali, canti e sonorità della tradizione popolare siciliana, attraverso un’esperienza che ha unito divulgazione, ascolto ed esecuzione dal vivo.

L’appuntamento rappresenta il secondo momento del percorso artistico “Sicilia a culuri”, progetto che promuove la cultura musicale e performativa dell’Isola attraverso concerti, laboratori e occasioni di approfondimento. Le attività proseguiranno fino a dicembre in diversi quartieri della città nell’ambito di “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”, iniziativa promossa dal Comune di Catania e finanziata attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo del Ministero della Cultura.

Musica popolare siciliana, una lezione tra canti e strumenti tradizionali

La lezione-concerto ha coinvolto gli studenti della scuola diretta dal dirigente scolastico Mauro Mangano, trasformando l’incontro con i musicisti in un viaggio alla scoperta delle radici culturali siciliane.

Protagonisti dell’attività sono stati gli artisti dell’associazione Il Tamburo di Aci: Davide Urso, voce recitante e interprete con tamburi a cornice, mandolino e marranzano; Mimì Sterrantino, voce e chitarra acustica; Giampaolo Nunzio, voce, organetto, zampogna, friscalettu e flauti di canna; Ottavio Leo al basso.

Attraverso l’esecuzione di brani appartenenti al patrimonio musicale tradizionale della Sicilia orientale, i musicisti hanno raccontato storie, usanze e valori della cultura popolare, soffermandosi anche sulle origini degli strumenti, sulle loro caratteristiche e sulle tecniche utilizzate per suonarli.

Tra gli strumenti presentati figurano la zampogna “a paru”, tipica dell’area dei monti Peloritani, il friscalettu, tradizionale flauto di canna, l’organetto diatonico, il tamburello siciliano, il marranzano e il mandolino.

Un’occasione per avvicinare i giovani a un patrimonio che continua a vivere attraverso la musica e la trasmissione delle conoscenze tra generazioni.

Il coinvolgimento degli studenti e la soddisfazione della scuola

L’incontro ha suscitato interesse e partecipazione. Gli studenti hanno seguito con attenzione le esecuzioni e rivolto numerose domande agli artisti, mostrando curiosità per gli strumenti e per i brani ascoltati.

Alla lezione-concerto hanno partecipato le classi della scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale, accompagnate dai docenti, insieme ad alcune classi del liceo musicale.

Soddisfazione è stata espressa dal dirigente scolastico Mauro Mangano e dagli insegnanti coinvolti nell’organizzazione, a cominciare dalla referente del progetto, la professoressa Joanna Moschella.

La docente ha ringraziato la professoressa Serena Condorelli per il supporto nel coordinamento dell’evento e il professor Carmelo Leonardi per l’accoglienza.

«Portare la musica tradizionale tra i banchi significa far conoscere le proprie radici»

L’importanza educativa dell’iniziativa è stata sottolineata anche da Mariaelena Urso, coordinatrice del progetto per l’associazione Il Tamburo di Aci.

«Come associazione ringraziamo la professoressa Moschella perché portare la musica della tradizione siciliana tra i banchi di scuola significa dare ai ragazzi l’opportunità di conoscere le proprie radici attraverso un’esperienza viva e coinvolgente», ha dichiarato.

La lezione-concerto, ha spiegato Urso, rappresenta uno strumento didattico capace di avvicinare gli studenti alla musica attraverso l’ascolto, la scoperta degli strumenti e il racconto delle tradizioni.

L’esperienza ha confermato come questo approccio possa stimolare la curiosità, incoraggiare le domande e favorire una partecipazione attiva. Gli studenti non sono stati semplici spettatori, ma protagonisti di un percorso di conoscenza che li ha aiutati a sviluppare un ascolto più consapevole.

“Sicilia a culuri”, il prossimo appuntamento il 20 novembre

Il calendario di “Sicilia a culuri” proseguirà venerdì 20 novembre alle 20.30 al Tinni Tinni Arts Club, in via Scuto 19, nei pressi del Castello Ursino, a Catania.

In programma il concerto “Armunia”, con protagonista la cantante folk modicana Cecilia Pitino. Il pubblico sarà accompagnato in un viaggio musicale tra sonorità mediterranee, ritmi sudamericani, suggestioni arabo-andaluse e colori della musica indiana, mantenendo un legame con le radici della tradizione popolare siciliana.

Con la direzione artistica di Davide Urso, il progetto è promosso dall’associazione culturale Il Tamburo di Aci, attiva dal 2008 nella produzione musicale, nella promozione culturale e nella valorizzazione del patrimonio immateriale siciliano e del Mezzogiorno.

L’obiettivo è mantenere vive le tradizioni attraverso la ricerca, la reinterpretazione e il dialogo con i linguaggi contemporanei, coinvolgendo pubblici diversi e portando la cultura anche nei quartieri periferici.

L’esperienza della Musco dimostra come la scuola possa diventare uno spazio privilegiato per far incontrare i giovani con la storia e l’identità del territorio, trasformando la musica in uno strumento di apprendimento, partecipazione e crescita culturale.