E’ importante far conoscere all’opinione pubblica come si diventa insegnanti e quanto sia mortificante il percorso

Pubblichiamo il resoconto del Comitato di Agitazione Permanente delle Scuole Biellesi

¨     E’ forte la perplessità relativa ai percorsi di valutazione sia per le/gli insegnanti che per alunni e studenti con i tests Invalsi. Se questi servono a stabilire la qualità delle scuole e del lavoro docente siamo alla follia: non c’è scientificità, non c’è relazione tra “saperi-competenze” e condizioni ambientali e sociali.

Nessuno si sottrae dalla necessità di essere valutato, ma tutte/i chiediamo (in virtù dell’esperieza concreta) di essere coinvolte/i nei processi di decisione e individuazione dei percorsi di valutazione! Dobbiamo ritornarci con osservazioni più specifiche;

¨     ancora sui BES. Questi deveno essere gestiti dall’intero Consiglio di classe. Nessun collega disostegno deve accollarsi alunni e studenti indicati come BES, perché i programmi specifici devono essere preparati dall’intero Consiglio di classe e da tutte/i gli insegnanti. Si chiedano, anche brevi, percorsi di formazione!

In ogni attendiamo la circolare attesa (ma arriverà mai?);

¨     a proposito dell’informatizzazione delle scuole. C’è la necessità di “modernizzare” per adeguare linguaggi e funzioni…, ma questo non può divenire un modo per aumentare i carichi di lavoro delle/gli insegnanti.

Il registri elettronici non sono il nuovo “mito della modernizzazione scolastica”, possono essere uno strumento per velocizzare e semplificare certe pratiche burocratiche, …se non servono a questo non sono necessari!

Nessuno è tenuto a possedere un computer a casa, quindi le scuole devono fornire un numero di computer adeguati nella scuola per svolgere queste funzioni. Se non ci sono i mezzi finanziari per dotare i localli della scuola di mezzi informatici, si rimandi la scelta di passare ai registri elettronici…;

¨     nelle scuole dell’obbligo biellesi si sta notando una tendenza alla concentrazione di bambini “extracomunitari” (che orrore usare questa parola!) in certe scuole di certe zone della città. Spesso dipende dalla  vicinanza della residenza delle famiglie, altre volte della tendenza delle famiglie “biellesi” a iscrivere i figli altrove proprio per questo.

Crediamo che questo problema vada posto a livello provinciale e cittadino all’atto delle preiscrizioni per l’a.s. 2014-15!

¨     c’è l’esigenza di fare conoscere all’opinione pubblica le condizioni attraverso le quali si diventa insegnanti! Alcuni di noi sentono l’urgenza di far conoscere il caos mortificante, la varietà dei percorsi, gli ostacoli che si incontrano per poi diventare insegnanti, spesso precari!

Abbiamo pensato ad una inchiesta per narrazioni: storie esemplari raccontate dalle/i lavoratrici/ori della scuola (in forma anonima) da rendere pubbliche, da inviare ai giornali cittadini, da raccogliere, ecc…

Potremmo costruire un “canovaccio” su quale costruire le narrazioni, poi ciascuna/o può inviare la sua storia, e stimolare le storie di colleghe/i, all’indirizzo del Comitato.

Le domande potrebbero essere come queste:

–          A che età sei entrata/o nella scuola?

–          Da quanti anni lavori nella scuola?

–          Quali esperienze di lavoro hai fatto prima di entrare nel mondo della scuola?

–          Come sei entrata/o per la prima volta nella scuola, come hai avuto la prima supplenza?

–          Attraverso quale percorso hai ottenuto la prima supplenza?

–          Attraverso quale percorso hai ottenuto il primo incarico?

–          Come ti sei abilitata/o?

–          Come hai ottenuto il ruolo?

–          Quali corsi di formazione hai frequentato prima dell’abilitazione?

–          Quali corsi di formazione hai frequentato prima dell’ingresso in ruolo?

–          Quali esperienze di aggiornamento hai fatto dopo l’ingresso in ruolo?

–          …

Chi ha altre idee che possono trasformarsi in un “canovaccio” le invii, poi potremmo partire, aiutateci/vi!!!

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